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Mille anni che sto qui

Mille anni che sono qui

Autore Mariolina Venezia

Casa editrice Einaudi, 2006

Pagine 250

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Borgo San Lorenzo

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

A Grottole, in Basilicata, si svolge la storia della famiglia Falcone dall’Unità d’Italia ai giorni nostri. Partendo dai capostipiti della famiglia, Concetta e Francesco, che nasconde i barili pieni di soldi nelle fondamenta della casa , fino a Gioia che fugge da casa per dimenticare tutto e tutti. Una saga familiare con tanti personaggi attraverso la storia e le vicende dell’Italia.

La citazione degna di nota

Fin dalla mattina, quando entrava nella camera di Gioia, iniziava a raccontare, come quella volta che da piccola le avevano tolto le tonsille. Lo zio Mimmo e le parolacce che aveva detto sull’altare, la nonna Concetta e quant’era buona coi poveri, quella signora di Milano, i barili di don Francesco … Storie che Gioia aveva sentito migliaia di volte, ma in quegli anni non ci aveva più pensato. Adesso, riascoltandole, le sembrava che si mettessero tutte insieme, come i disegni di quei centrini che all’inizio erano solo maglie piene e vuote, archi di catenelle, rombi e colonnine, ma poi a lavoro ultimato formavano un disegno più grande che non significava proprio niente, se non tutto il tempo e l’amore che erano stati messi per farlo.

Le nostre riflessioni

Questo romanzo familiare non ci è piaciuto in modo particolare , nella prima parte ci si orienta agevolmente:Mariolina Venezia esordisce con le vicissitudini famigliari di una stirpe Lucana come tante, dando un’impronta decisamente neorealista e piacevole a questi racconti di numerose prolificazioni contadine infarcite di poverta’, destino e orizzonti polverosi. Molti i personaggi, soprattutto donne, ma sensato sempre il loro modo di esistere, i rapporti, l’eredità che ne porterà chi verrà dopo. Poi, i fatti, i nomi, le vicende prendono a confondersi, gli episodi si ripetono, i ricordi sfumano e soprattutto il ritmo accelera, diventa più facile perdere il filo. Dopo tanti capitoli di chiarezza e consequenzialità compare un unico nome, Gioia, fantomatica protagonista, come un’anticipazione non si sa ancora di cosa.

Lo consigliamo a...

A chi ama le saghe familiari.