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Malbianco

Malbianco

Autore Malbianco

Casa editrice Einaudi, 2025

Pagine 388

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Coop di Empoli

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Il quarantenne Marco Petrovici, originario della Puglia, si è trasferito a Berlino, cercando una vita diversa lontano dalla sua terra d’origine. Un giorno la sua routine viene stravolta da misteriosi svenimenti, segnali di un malessere che sembra sfuggire a ogni spiegazione razionale. In cerca di sollievo e risposte, Marco decide di tornare nella sua terra d’origine, nella campagna tarantina, dove i genitori anziani vivono in una casa circondata da querce e roveri. Marco si dedica a loro con amore, ma si sente schiacciato dai sensi di colpa e dalle aspettative mancate. Il suo malessere ha radici profonde, nascoste nella memoria familiare densa di silenzi e misteri: solo un ricordo d’infanzia lo guida, un mendicante che suonava il violino sotto la neve.
Con l’aiuto della zia Ada e di un diario ritrovato, Marco inizia a decifrare la storia nascosta della sua famiglia e i segreti iniziano ad affiorare: la vita travagliata della bisnonna Addolorata, cresciuta come trovatella e diventata asinaia, e quella dei nonni Demetrio e Vladimiro, segnati dalla guerra. La riscoperta delle proprie radici spinge Marco in un profondo viaggio interiore, guidato dall’eco di una ninna nanna yiddish cantata durante la sua infanzia e dalle tante domande che sfidano i silenzi della sua famiglia. Mario Desiati racconta la lotta di una generazione per confrontarsi non solo con il mondo esterno, ma anche con le proprie origini e identità.

La citazione degna di nota

“Lo ascolto mentre mi spiega che le vite non tornano indietro e le ferite, anche se guarite, lasciano
sempre un segno”.

Le nostre riflessioni

È opinione diffusa che in ogni famiglia esistano segreti nascosti, talvolta così enigmatici da risultare difficili da svelare. Quella di Marco Petrovici, il protagonista, è segnata da un misterioso “malbianco”, una malattia delle piante che qui diventa simbolo di un malessere profondo, capace di riflettersi sui suoi affetti e sulla sua stessa identità.
Il passato, come la patina opaca che il malbianco forma sulle piante, avvolge gli alberi genealogici e le coscienze e solo affrontandolo è possibile gestire quei misteri che infettano le vite dei personaggi di questa storia.
È un romanzo in cui non ci sono eroi: il protagonista è un amante della poesia che, con l’aiuto della storiografia e del suo psicoterapeuta, cerca di far luce sulla propria vita, segnata anche dal fallimento di non essere il figlio modello. Tutti i personaggi fanno i conti con le proprie fragilità, con le zone d’ombra e le ferite dell’esistenza, dando vita a numerose scene evocative e poetiche: l’infanzia con la zia Ada, la storia di Pepin, quella di Demetrio prigioniero, Addolorata e i suoi asini. Il romanzo è punteggiato anche di parti quasi fiabesche, incorniciate dai boschi che seguono ovunque il protagonista.
La vicenda familiare diventa il pretesto per raccontare quella del nostro Paese, anch’essa a lungo celata da un velo di silenzio e rimozione: la storia della Seconda guerra mondiale, in particolare della spedizione italiana in Russia e della dimenticata deportazione in Germania degli internati militari italiani dopo l’8 settembre 1943.
La scrittura è matura e meditata, lirica e ispirata, ma talvolta con un ritmo lento che rende la narrazione faticosa da seguire. La forza del romanzo sta nel modo in cui l’autore esamina il legame tra l’individuo e le proprie origini: la storia è costruita come un’indagine, fatta di approdi e ripartenze, intuizioni e svolte improvvise, intrecciata da molteplici voci e lingue di popoli diversi.
La storia narrata fa riflettere anche sulla rimozione, intesa come una via che porta al malessere: i traumi ereditati e le verità taciute continuano infatti ad agire nel presente. La conoscenza del passato diventa allora una forma di cura, perché ciò che resta nascosto ammala, mentre ciò che viene raccontato può aprire alla guarigione.
È un racconto intenso e di respiro universale, che mostra quanto il passato possa influenzare le famiglie e i rapporti tra i suoi membri, a patto di saperlo affrontare e di confrontarsi con i propri ricordi.

Lo consigliamo a...

Chi vuol conoscere una parte della storia italiana.
Chi piacciono le storie familiari.
Chi ama la poesia.
Chi piacciono le storie introspettive.

Le parole chiave del libro

Omertà

Reticenza

Segreti familiari

Reduci di guerra

Senso di colpa

Nebbia

Bosco