Trama
Ove ha 59 anni e ce l’ha un po’ con tutti nel quartiere: con chi parcheggia l’auto fuori dagli spazi appositi, con chi sbaglia a fare la differenziata, con la tizia che gira con i tacchi alti e un ridicolo cagnolino al guinzaglio, con il gatto spelacchiato che continua a fare la pipì davanti a casa sua. Ogni mattina alle 6.30 Ove si alza e si assicura che le regole siano rispettate. Eppure qualcosa nella sua vita sembra sfuggire all’ordine, così decide di farla finita. Ove ha preparato tutto, ma degli imprevisti gli mandano a monte i piani.
La citazione degna di nota
Perché la gente diceva che Ove vedeva il mondo in bianco e nero. Ma lei era il suo colore. Tutto il suo colore.
Le nostre riflessioni
Con il tipico umorismo dei paesi nordici, Backman fa un perfetto ritratto di un uomo solo, burbero e con tante (troppe) ossessioni. Ove è una figura che quasi tutti hanno incontrato nella propria vita almeno una volta, e questo lo rende molto reale. Anche non particolarmente facile da amare dal momento che all’inizio tutte le sue manie lo rendono odioso, e solo avanti con la storia si capisce di più sul suo atteggiamento.
Ove ha avuto una vita molto difficile, solo la moglie gli ha riportato colore. Purtroppo Sonja è stata portata via troppo presto, e dopo la sua morte Ove decide che non ha altro da vivere senza di lei. I suoi molteplici tentativi di togliersi la vita sono stati descritti in un perfetto stile tragicomico, apprezzato da quasi tutto il gruppo; quasi tutto, perché inevitabilmente da quelle scene traspare la troppa tristezza di quei gesti così drastici e pieni di sconfitta.
La parte migliore del romanzo sono i bellissimi personaggi che fanno da cornice alle vicende del protagonista. A sconvolgerlo più di tutti è la vicina Parvaneh insieme alla sua scalmanata famiglia, che con il loro grande cuore e il fare turbolento hanno scalfito la corazza di Ove e delle sue ossessioni. Insieme a loro anche gli altri vicini che un po’ alla volta hanno fatto la loro parte per capire Ove, fargli sentire il loro affetto e sostenerlo, con una umanità disarmante. Pagina dopo pagina si comprende sempre di più quest’uomo, e insieme a lui viene naturale credere nelle nuove possibilità che le persone possono donarci.
Il fulcro della storia è proprio questo: a volte, senza nemmeno chiederlo, ti viene data una seconda possibilità. In questo caso è stato grazie ad una comunità che diventa una nuova famiglia per Ove, che a poco a poco riempiono i suoi vuoti. Questo bellissimo senso di comunità è quello che è rimasto di più alle lettrici, e non solo grazie alle persone belle e così tanto variopinte. Una menzione speciale per un personaggio inaspettato: un gatto spelacchiato e sfrontato! Anche se per qualche lettrice forse un po’ troppo lungo, è un romanzo che grazie all’umanità dei suoi personaggi commuove e diverte allo stesso tempo. Soprattutto, ricorda a tutti che non sempre “ordine” vuol dire “sicurezza”, a volte il disordine porta a qualcosa di nuovo e inaspettato.
Lo consigliamo a...
A tutte le lettrici e tutti i lettori, esclusi forse gli adolescenti.
Le parole chiave del libro
Vecchiaia
solitudine
vicinato
comunità
umorismo
