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L'uomo che metteva in ordine il mondo

L’uomo che metteva in ordine il mondo

Autore Fredrik Backman

Casa editrice Mondadori, 2018

Pagine 324

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Poggibonsi

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Ove ha 59 anni e ce l’ha un po’ con tutti nel quartiere: con chi parcheggia l’auto fuori dagli spazi appositi, con chi sbaglia a fare la differenziata, con la tizia che gira con i tacchi alti e un ridicolo cagnolino al guinzaglio, con il gatto spelacchiato che continua a fare la pipì davanti a casa sua. Ogni mattina alle 6.30 Ove si alza e si assicura che le regole siano rispettate. Eppure qualcosa nella sua vita sembra sfuggire all’ordine, così decide di farla finita. Ove ha preparato tutto, ma degli imprevisti gli mandano a monte i piani.

La citazione degna di nota

Perché la gente diceva che Ove vedeva il mondo in bianco e nero. Ma lei era il suo colore. Tutto il suo colore.

Le nostre riflessioni

Con il tipico umorismo dei paesi nordici, Backman fa un perfetto ritratto di un uomo solo, burbero e con tante (troppe) ossessioni. Ove è una figura che quasi tutti hanno incontrato nella propria vita almeno una volta, e questo lo rende molto reale. Anche non particolarmente facile da amare dal momento che all’inizio tutte le sue manie lo rendono odioso, e solo avanti con la storia si capisce di più sul suo atteggiamento.

Ove ha avuto una vita molto difficile, solo la moglie gli ha riportato colore. Purtroppo Sonja è stata portata via troppo presto, e dopo la sua morte Ove decide che non ha altro da vivere senza di lei. I suoi molteplici tentativi di togliersi la vita sono stati descritti in un perfetto stile tragicomico, apprezzato da quasi tutto il gruppo; quasi tutto, perché inevitabilmente da quelle scene traspare la troppa tristezza di quei gesti così drastici e pieni di sconfitta.

La parte migliore del romanzo sono i bellissimi personaggi che fanno da cornice alle vicende del protagonista. A sconvolgerlo più di tutti è la vicina Parvaneh insieme alla sua scalmanata famiglia, che con il loro grande cuore e il fare turbolento hanno scalfito la corazza di Ove e delle sue ossessioni. Insieme a loro anche gli altri vicini che un po’ alla volta hanno fatto la loro parte per capire Ove, fargli sentire il loro affetto e sostenerlo, con una umanità disarmante. Pagina dopo pagina si comprende sempre di più quest’uomo, e insieme a lui viene naturale credere nelle nuove possibilità che le persone possono donarci.

Il fulcro della storia è proprio questo: a volte, senza nemmeno chiederlo, ti viene data una seconda possibilità. In questo caso è stato grazie ad una comunità che diventa una nuova famiglia per Ove, che a poco a poco riempiono i suoi vuoti. Questo bellissimo senso di comunità è quello che è rimasto di più alle lettrici, e non solo grazie alle persone belle e così tanto variopinte. Una menzione speciale per un personaggio inaspettato: un gatto spelacchiato e sfrontato! Anche se per qualche lettrice forse un po’ troppo lungo, è un romanzo che grazie all’umanità dei suoi personaggi commuove e diverte allo stesso tempo. Soprattutto, ricorda a tutti che non sempre “ordine” vuol dire “sicurezza”, a volte il disordine porta a qualcosa di nuovo e inaspettato.

Lo consigliamo a...

A tutte le lettrici e tutti i lettori, esclusi forse gli adolescenti.

Le parole chiave del libro

Vecchiaia

solitudine

vicinato

comunità

umorismo