Trama
L’età fragile segue Lucia, una donna di mezz’età che vive in un paese abruzzese ai piedi della Maiella. La sua vita è segnata dalla crisi con il marito e da un rapporto distante con la figlia Amanda, che, a causa della pandemia, torna a casa da Milano. Amanda è cambiata: è triste e apatica, ma Lucia non riesce a avvicinarsi a lei.
Nel frattempo, Lucia eredita una quota di un terreno su cui sorge un vecchio campeggio, legato a un tragico delitto avvenuto quando era giovane. L’episodio, realmente accaduto negli anni Novanta, la costringe a confrontarsi con un passato doloroso e a fare i conti con i traumi mai affrontati.
Le nostre riflessioni
L’età fragile è un romanzo che affronta temi di grande rilevanza sociale e psicologica. L’autrice, con uno stile asciutto e preciso, ci guida attraverso un intreccio narrativo ricco di emozioni, tensione e riflessioni. Il romanzo si sviluppa su un piano più ampio, quello della fragilità umana, che all’inizio del libro sembra riguardare solo l’adolescente protagonista, ma che si rivela poi un tema universale.
La fragilità si manifesta non solo nei legami familiari, ma anche nel matrimonio, nei traumi del passato e nell’incapacità di comunicare i propri dolori più profondi. La paura di invecchiare, il silenzio dei traumi non raccontati, e il peso di un passato che continua a condizionare il presente sono temi che Di Pietrantonio esplora con delicatezza, ma anche con una certa durezza che rende la narrazione estremamente realistica.
L’Abruzzo, la terra d’origine dell’autrice, diventa uno sfondo fondamentale per la vicenda, quasi un personaggio a sé stante. La natura selvaggia e austera della regione, secondo noi, rispecchia le difficoltà e la resilienza dei suoi abitanti, creando una connessione profonda tra il paesaggio e le esperienze interiori dei protagonisti. La sua scrittura è diretta, rapida e, a tratti, cruda, il che permette di trattare temi dolorosi con una lucidità che non risparmia il lettore, ma che, allo stesso tempo, ne stimola la riflessione.
In conclusione, pur preferendo altri suoi libri come L’arminuta, questo romanzo, sebbene essenziale, offre spunti di riflessione, invitandoci a vedere la fragilità non come una debolezza, ma come una forza.
Lo consigliamo a...
A chi ama storie che mescolano introspezione e suspense.
