Trama
La vicenda si svolge nella cittadina immaginaria di Holt, in Colorado. Addie Moore, una vedova settantenne, si presenta un giorno alla porta del suo vicino, Louis Waters, anche lui vedovo da anni. La proposta di Addie è tanto semplice quanto spiazzante: gli chiede se gli andrebbe di andare a dormire da lei ogni tanto, non per sesso, ma per stare insieme, parlare e superare il vuoto gelido delle notti in solitudine.
La citazione degna di nota
“Non parlo di sesso. Penso al bisogno di attraversare la notte insieme. Di starsene a letto al caldo, nel buio. La notte è il momento peggiore, non trovi?”
Le nostre riflessioni
Un racconto lirico e malinconico sulla rivoluzione dell’affettività nella terza età. Con una scrittura semplice e capitoli brevi come istantanee, Haruf descrive il bisogno di due anime di sconfiggere la solitudine notturna nel cuore di un’America retrograda e deprimente. Il legame tra Addie e Louis, nato per farsi compagnia, evolve in una vera famiglia che include un bambino, ma viene spezzato dall’egoismo dei figli. Il ricatto emotivo del figlio costringe Addie a rinunciare alla sua porzione di felicità, tornando ai doveri del passato. È un libro che “crea problemi” e non fa stare bene, mostrando la crudeltà delle convenzioni sociali, ma lasciando uno spiraglio di speranza in quella telefonata finale, ultimo rifugio contro il vuoto.
Le parole chiave del libro
Solitudine notturna
affettività senile
egoismo filiale
