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Le Malaveglie

Le Malaveglie

Autore Filippo Cerri

Casa editrice Effequ, 2024

Pagine 294

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Coop Agliana

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Il duello verbale dei poeti è come quello degli stregoni che si contendono la supremazia di un sapere esoterico e antico, pronti a usare ogni abracadabra a disposizione per sopraffare l’avversario”. Parole di una delle “fiabe sporche” di Filippo Cerri, che ha cercato storie antiche di demoni che possono donare la rima perfetta, streghe e morti che ritornano. La sua terra è la Maremma, un luogo ancora legato alle storie che l’hanno formata e plasmata e che per essere davvero abitato necessita di far vivere le storie che nasconde, farsi invadere da una cupa geografia del grottesco e del folklore.

“Le Malaveglie” è una tenuta appartenuta ad una famiglia nobiliare in declino, un castello gotico ma anche un posto dell’immaginario evocato da luoghi reali della Toscana. Vi si legano anche storie di briganti e lupai, figure magnetiche e affascinanti. Una terra in cui mare, montagne, boschi, aie e campagne sembrano celare grandi dimore maledette e in rovina che racchiudono oscuri segreti, sirene dalla doppia coda, divinità etrusche che possiedono corpi di giovani annoiati e serpenti millenari, sempre in bilico tra ombre di vivi e di morti soprattutto nell’ultimo racconto che dà il titolo alla raccolta.
Un mondo di tenebre vivissime e di stupori pronti a manifestarsi anche solo per un attimo, un universo opposto a quello delle cose morte e presenti.

La citazione degna di nota

Nessuno crede ai mostri finché, guardando sotto il letto, non ne trova uno.

Le nostre riflessioni

Mettere uno spirito in ogni cosa è ciò che ci ha permesso di vivere e convivere con la realtà da sempre. Le creature che abitano questi racconti rievocano i fantasmi del mondo contadino: molti di noi vengono da lì e attraverso questi mostri si conciliava il reale con gli aspetti del terrore, del male e della morte e dunque, dell’esperienza di vita. Noi crediamo ancora molto a tutto ciò che non è scienza e che non fa parte dell’esperienza reale (basti pensare all’astrologia, alle superstizioni, ai simboli e al malocchio).

Abbiamo riflettuto molto sul rapporto tra vita e morte, la più grande delle paure, tenuta sempre più lontano dal quotidiano e infatti sorprendente ogni volta in maniera irreparabile. Questi racconti diventano anche un modo per creare un vero e proprio specchio tra l’essere umano e il mostro, riflettere su quanto la linea tra i due sia piuttosto sottile e spesso si fonda, mostrandoci anche casi di un’umanità capace di commettere atti veramente terribili. Spaventosa l’idea di trovarsi al posto dei protagonisti, di non sentirsi mai abbastanza e di non riuscire a fuggire dal proprio destino, dalla condanna di essere solamente sé stessi: spesso il mostro nello specchio siamo noi.

Sono racconti popolari che ti trascinano con sé tra oscurità e misteri, grottesco e orrore. I preferiti sono stati “Le Malaveglie” che ci fa riflettere su quanto sia facile attaccare qualcuno solo perché strano, sulle paure, e sul labile confine tra il mondo dei vivi e dei morti; ma anche “Un disamore”, nelle cui pagine ci perdiamo tra magia popolare, fatture fatte di buio e di rabbia e di un rapporto che pian piano svanisce, lasciando che sia la televisione a riempirne il silenzio. Il circolo nutriva aspettative altissime, sperando di ritrovarsi di nuovo davanti al focolare dei nonni: l’effetto finale però è stato percepito un po’ caotico e talvolta poco appassionante.

Lo consigliamo a...

ai curiosi e agli impavidi.

Le parole chiave del libro

Storie

bestie

orrore

buio

silenzio

paure

demoni

oscurità