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Le braci

Le braci

Autore Sandor Marai

Casa editrice Adelphi 1998

Pagine 172

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Borgo San Lorenzo

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Il protagonista è un vecchio generale ungherese, una sorta di controfigura immaginaria dell’autore, che per quarantun anni nutre un sentimento di vendetta e attende le risposte alle domande che l’hanno tormentato per tutta la vita. Adesso che è anziano, ha finalmente l’occasione di incontrare il suo vecchio amico Konrad con il quale condivide un terribile segreto. I due uomini, legati da giovani da un sentimento profondissimo, si ritrovano ora in un castello ai piedi dei Carpazi. Il vecchio ufficiale Henrik ha trascorso tutti questi anni tra le mura della residenza, mentre l’amico Konrad in Estremo Oriente, entrambi attendendo quell’incontro.

La citazione degna di nota

“Tutti sono scomparsi; che senso può avere, a questo punto, la vendetta?… Ecco la domanda che leggo nei tuoi occhi. E io ti rispondo con questa sola parola: vendetta! È stata lei a tenermi in vita, in tempo di pace e in tempo di guerra, nei quarantun anni trascorsi, è grazie a lei che non mi sono ucciso, non sono stato ucciso e non ho ucciso – così, almeno, ha voluto il destino. Adesso la vendetta è arrivata, come ho sempre desiderato. La vendetta consiste semplicemente nel fatto che sei venuto da me, attraversando il mondo in guerra e i mari infestati di mine, sei venuto fin qui, sul luogo del tuo misfatto, per rispondermi, per chiarire a entrambi la verità. Ecco qual è la mia vendetta. E adesso mi risponderai”.

Le nostre riflessioni

Superbo nella prosa, affascinante nei contenuti, elegante nel lento incedere del racconto, Sandor Marai ci delizia con una storia delicata e seducente, incentrata sui sentimenti preponderanti dell’animo umano: l’amicizia, l’amore, l’orgoglio. Il racconto, procede adagio tirando fuori ricordi, aneddoti, avvenimenti che, come piccole tessere, pian piano compongono quel mosaico che ci permette di capire.

Ma capire cosa? Capire chi sono Henrik e Konrad e cosa c’è dietro l’amicizia che li lega. Un sentimento indissolubile, disinteressato. Due esseri così diversi per carattere, origini sociali e disponibilità economiche, eppure incredibilmente affini, uniti, indivisibili. Capire perché Konrad scompare all’improvviso senza dare spiegazioni, senza dare più notizie, senza che l’altro si aspettasse neanche lontanamente un simile gesto. Capire perché il generale lo abbia aspettato per quarantun anni, sicuro che l’amico sarebbe tornato e che ci sarebbe stata l’inevitabile resa dei conti.

Ed eccoci qua con i due amici, in un salone illuminato dalla luce fioca delle candele e scaldato dal fuoco di un camino, accomodati in poltrona a sorseggiare del buon vino. Ad ogni sorso una domanda, un sospetto, un perché. Più che un confronto è un monologo, Henrik parla, sciorina ipotesi, fa domande e si risponde da solo. Konrad ascolta, annuisce, scuote la testa, tace. La matassa si dipana, la situazione è ormai chiara, come spesso accade quando due amici si separano, c’è di mezzo una donna. C’è tutto ciò che ci si può aspettare da un buon libro. Ci sono le emozioni che ogni riga sa infondere nell’animo del lettore. C’è il gusto dolce e amaro dei ricordi. C’è la capacità di entrare nella mente dei protagonisti. Ci sono la vita e la morte, l’amore e l’amicizia, la lealtà e il tradimento. E infine ci sono le braci.

Lo consigliamo a...

A chi attende la vendetta da molti anni.