

Trama
Il libro è composto da tre parti: la vegetariana, la macchia mongolica, fiamme verdi. La protagonista non ha voce, viene sempre raccontata con il punto di vista di qualcun altro. «Ho fatto un sogno» dice Yeong-hye, e questa sarà l’unica spiegazione che sarà in grado di dare per motivare la sua scelta prima di smettere di consumare carne e poi di smettere del tutto di mangiare. Una donna che è sempre stata maltrattata, prima in famiglia e poi nella relazione col marito.


La citazione degna di nota
La vita è così strana, pensa dopo aver smesso di ridere. Le persone, anche dopo che gli sono successe certe cose, non importa quanto terribili, continuano comunque a mangiare e a bere, ad andare al bagno e a lavarsi – in altre parole, a vivere. E a volte ridono perfino di gusto. E probabilmente hanno questi stessi pensieri, e quando succede si ricordano tutta la tristezza che erano riuscite per breve tempo a dimenticare.


Le nostre riflessioni
È un libro sconvolgente e disturbante. Molto di noi sono stati colpiti dalla violenza del primo capitolo e qualcuno stava perfino per abbandonarne la lettura. La follia della protagonista ha come fine quello di fuggire e liberarsi dalla vita, per lei una scelta consapevole
La società coreana appare basata su rapporti di forza fortemente gerarchizzati e questo romanzo rispecchia questa realtà. Anche le figure femminili risultano completamente subalterne a quelle maschili. L’autrice ha una scrittura violenta che vuole squarciare l’animo del lettore.