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La porta

La porta

Autore Magda Szabò

Casa editrice Einaudi, 2005

Pagine 247

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Borgo San Lorenzo

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

È un rapporto molto conflittuale, fatto di continue rotture e difficili riconciliazioni, a legare la narratrice a Emerenc Szeredàs, la donna che la aiuta nelle faccende domestiche. La padrona di casa, Magda, scrittrice inadatta ad affrontare i problemi della vita quotidiana, fatica a capire il rigido moralismo di Emerenc, ne subisce le spesso indecifrabili decisioni, non sa cosa pensare dell’alone di mistero che ne circonda l’esistenza e soprattutto la casa, con quella porta che nessuno può varcare. In un crescendo di rivelazioni scopre che le scelte spesso bizzarre e crudeli, ma sempre assolutamente coerenti dell’anziana donna, affondano in un destino segnato dagli avvenimenti più drammatici del Novecento.

La citazione degna di nota

Ermerenc era pura, invulnerabile,lei era ciò che tutti noi, i migliori di noi, avremmo voluto essere

Le nostre riflessioni

ll meraviglioso personaggio centrale del romanzo è Emerenc Szeredás, una donna anziana dotata di un’energia travolgente che sceglie da sola i propri datori di lavoro, il suo compenso e il tempo da dedicare alle varie attività; che disprezza la politica, giudica l’umanità con il suo metro severo, è in prima linea quando si tratta di aiutare un amico che ne ha bisogno e ama in modo incondizionato gli animali (indimenticabile il cane maschio chiamato Viola).

Il romanzo oscilla continuamente tra Emerenc , vera, intelligente, brusca, comprensiva, umana, spontanea, generosa e la la scrittrice, donna intellettuale piena di perplessità, incapace di affrontare i problemi della vita quotidiana, inadatta a svolgere lavori di casa.

Il rapporto tra le due due è fatto di liti furibonde e di successive riappacificazioni. La scrittrice vorrebbe entrare maggiormente nella vita della domestica, ma l’anziana donna pone un limite: la porta d’ingresso di casa sua che, rappresenta una corazza che Emerenc usa per proteggersi, per non avere legami troppo stretti e quindi per non soffrire.

Le due protagoniste sono divise da questa porta. Una porta che nessuno può varcare, quella che divide il dentro dal fuori, una porta che simboleggia la chiusura al mondo, il proprio cerchio della fiducia. Dentro c’è tutto quello che non può deludere, quello che preserva dal dolore chi ha sofferto molto, quello che nasconde la propria fragilità; fuori c’è l’incognito, c’è il pericolo.

Una porta che è muro invalicabile, limite tra il mondo pubblico e l’inesplicabile privato. Una porta è, però, anche confine, fragile segmento che divide due individualità. L’ostilità e crudezza con cui Emerenc guarda alla vita rimane per gran parte del romanzo incomprensibile alla narratrice, che dopo averla assunta come domestica rimane aggrovigliata nei misteri della vecchia. Lo stesso lettore è diviso tra l’umana compassione che la storia della domestica suscita e l’ostilità che genere la sua figura.

L’apertura della porta sarà la dichiarazione d’amore e di totale fiducia di Emerenc e la dichiarazione d’amore della scrittrice che si fa aprire per salvare l’anziana donna, che decide di varcare quella soglia e di entrare nel mondo di Emerenc ma senza averlo prima compreso pienamente.

Lo consigliamo a...

A chi ama le relazioni complicate.