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La finestra sul porto

La finestra sul porto

Autore Claudio Piersanti

Casa editrice Feltrinelli Gramma, 2025

Pagine 160

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Coop di Empoli

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Frase Chiave

Spettatore

Consapevolezza

Malinconia

Porto

Mare

Trama

Roberto Clemente è un avvocato di provincia, solitario e disincantato, intrappolato in una routine spenta e in un passato che continua a trattenerlo. Tra i suoi rituali c’è il passaggio al bar sul molo, dove scruta l’orizzonte, il pranzo a un vecchio ristorante ricavato da un trabucco e osservare il mare
dalla sua casa d’infanzia, nella zona antica e abbandonata della città: la casa dove è cresciuto con la madre, rimasta vedova di un uomo tanto fascinoso quanto inconcludente.
La sua vita cambia radicalmente in una serata, quando riaffiora, inaspettata, un’antica passione mai dichiarata per Maria, la moglie del suo migliore amico, Piero. Un sentimento che irrompe all’improvviso, quando sembra ormai troppo tardi. In una anonima cittadina di mare, la sua solitudine scelta inizia a incrinarsi, mentre una passione improvvisa si intreccia al senso di colpa e preannuncia una tragedia incombente.

La citazione degna di nota

“Io guardo il porto dalla mia finestra, vedo il mondo muoversi senza di me, e finalmente capisco che la mia vita è stata più osservata che vissuta”.

Le nostre riflessioni

Un matrimonio, un altro uomo, il passato. Potrebbe sembrare un romanzo sull’amore proibito, ma è invece una storia che esplora la possibilità di rinascere, la tenacia dei sentimenti e la sofferenza che accompagna ogni cambiamento.
La trama però è risultata prevedibile e a tratti ovvia: la relazione tra Roberto e Maria appare evidente fin dall’inizio e la costante malinconia di fondo appiattisce le vicende dei protagonisti. La narrazione, pur scorrevole e leggera, finisce per risultare ripetitiva e talvolta monotona.
L’autore descrive i suoi personaggi con sguardo lucido, soffermandosi non tanto sugli eventi quanto sulle loro conseguenze: Roberto è un quarantenne irrisolto, incapace di capire davvero cosa desideri dalla vita. Subisce gli eventi più che guidarli, in attesa che qualcosa accada. Maria è una presenza funzionale, delineata soprattutto per far risaltare il percorso e le caratteristiche di Roberto.
I personaggi risultano nel complesso ben delineati ma il senso di colpa che dovrebbe insinuarsi tra loro resta appena accennato, senza un vero approfondimento né un’evoluzione significativa nel corso della storia.
Come ambientazione l’autore sceglie una parte d’Italia marginale e sfocata, una città portuale anonima, in cui si muove un’umanità discreta, senza maschere, dai bar sul molo ai vicoli antichi. Una provincia disincantata, vera, non idealizzata, dove alcuni di noi hanno immaginato Genova, altri le
città del sud, caratterizzate da un porto animato e genuino.
I temi sono classici, ma l’autore dimostra con efficacia come la letteratura autentica non tema la semplicità e sappia trasformare una vicenda minima in un racconto dal respiro universale.

Lo consigliamo a...

Chi cerca letture leggere.
Chi ama il genere introspettivo.