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La città dei ladri

La città dei ladri

Autore David Benioff

Casa editrice Neri Pozza, 2008

Pagine 309

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Borgo San Lorenzo

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

1941, è l’ultimo dell’anno e Lev Beniov, ragazzo diciassettenne, è solo a Leningrado.I guai di Lev cominciano quando un paracadutista tedesco, morto assiderato, atterra sulla sua strada, il ragazzo ruba il coltello al tedesco, ma viene arrestato dai soldati russi e incarcerato con la minaccia di condanna a morte. Il suo compagno di cella è il ventenne Kolja, disertore cosacco presuntuoso e sprezzante. L’ostilità iniziale tra i due ragazzi si trasforma però presto nei più stretto e solido dei legami, un’amicizia originata da un compito ingrato, recuperare dodici uova per la torta nuziale della figlia di un colonnello russo addentrandosi nel cuore di una guerra che è solo devastazione e morte.

Le nostre riflessioni

Benioff scrive un libro allo stesso tempo di formazione e di avventura capace di coinvolgere dalla prima all’ultima pagina: non racconta nulla di nuovo, ma lo fa con notevole efficacia dando alla narrazione un ritmo serrato. Le peripezie li condurranno prima attraverso gli orrori che si nascondono fra palazzi fatiscenti ed esseri umani trascinati dalla fame ai limiti della pazzia per poi portarli ad affrontare quelli diversi eppure altrettanto terribili che tormentano le campagne innevate nelle quali i contadini sono abbandonati ai feroci capricci dell’invasore.

Al termine di una serie di avventure tra l’horror e il picaresco, la strana coppia approda a un appropriato finale dolceamaro grazie all’abilità con gli scacchi di Lev unita a una buona dose di incoscienza: tutto è bene quello che finisce (quasi) bene. In aggiunta agli avvenimenti incastrati con i tempi giusti, il punto di forza del romanzo sta nella caratterizzazione dei personaggi, con l’insicuro e ancora bambinesco
protagonista trascinato dalla sfrontatezza di Kolja, sciupafemmine e coraggioso, ma pure timido nelle sue aspirazioni di romanziere.

Attorno a loro si muove una folla di figure per mezzo delle quali vengono evocate le difficoltà del momento storico, tra profittatori e imboscati, cannibali e prostitute (entrambi per disperazione), civili vittime e militari impreparati: su tutti incombono l’incubo della fame e della ferocia nazista in un modo che non si sa dire quale sia la minaccia peggiore.

Lo consigliamo a...

Chi cerca un’avventura dove i protagonisti sono due simpatiche canaglie.