Esche vive

Esche vive

Autore Fabio Genovesi

Casa editrice Mondadori, 2018

Pagine 385

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Castelfiorentino

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

In un paesino immaginario, che Genovesi chiama Muglione, sperduto nella provincia di Pisa, giovani e anziani condividono noia e abbandono. I protagonisti di questo romanzo sono accomunati dal fatto di essere dei perdenti, anche se ognuno in modo diverso: le loro frustrazioni s’incontrano, s’intrecciano, diventano storie d’amore e d’amicizia improbabili e precarie; eppure, per quanto ciascuno di loro avverta l’esasperazione della propria fragilità, il senso di inadeguatezza e l’insoddisfazione, alla fine tutti e tutte ce la fanno e riescono a realizzarsi, a modo loro, magnificamente.

I personaggi

Tiziana è una trentenne che ha studiato e si è specializzata all’estero: per un misto di gratitudine e nostalgia, ritorna al paesino natale e apre un Informagiovani, sperando di risollevare le sorti di questa realtà di provincia, che è misera ma non degradata. Alla fine, quello che doveva essere un centro giovanile, diventa invece una sorta di Casa del Popolo senza il bar: un circolino frequentato esclusivamente da simpatici vecchietti…almeno finché non arrivano Mirko e Fiorenzo.

Fiorenzo, il protagonista, è un diciannovenne emarginato, orfano di madre, che canta in un gruppo metal con altri due adorabili “sfigati”. È un personaggio con un segno molto particolare, quasi allegorico: gli manca la mano destra, persa da bambino per un gioco pericoloso. Gli esami di maturità incombono su di lui, tuttavia salta quasi sempre la scuola, per andare a lavorare nel negozio di articoli da pesca del babbo, il quale è troppo impegnato a fare l’allenatore di ciclismo agonistico per accorgersene.

Mirko, detto il Campioncino, è un tredicenne di origini marchigiane, scoperto e adottato dal padre di Fiorenzo, che lo porta a Muglione e lo trasforma in un idolo locale della bicicletta. Ha una bellissima dote, la costanza, che gli permette non solo di vincere le corse, ma anche di raggiungere altri obiettivi: ad esempio conquistare l’amicizia di Fiorenzo, che prova per lui una fortissima repulsione, giustificata in parte dalla gelosia per il padre.

Il rapporto tra i due ragazzi è sottile e si accresce grazie alla lettura dei temi di Mirko, mai consegnati all’insegnante e offerti invece a Fiorenzo come un diario segreto. Un invito a entrare nel suo mondo e scoprire cosa si nasconde dietro il mito del Campioncino: un ragazzo solo, insicuro, bullizzato… proprio come lui.

La citazione degna di nota

E mi sa che la vita è proprio questa cosa qua, un fiume di roba che ti arriva addosso tutta insieme, un po’ la prendi e un po’ la perdi e un po’ nemmeno ti accorgi che è passata, e magari era proprio quella lì che faceva al caso tuo. Ma non lo puoi sapere e nemmeno starci troppo a pensare, perché stai ancora in mezzo al fiume e la roba arriva e passa e va. Oppure la vita non è un fiume, magari la vita è un fosso, e allora il discorso è parecchio diverso. Perché un fiume scorre e alla fine arriva al mare, invece un fosso non va da nessuna parte. Resta dritto così senza una meta e al massimo può sperare di incrociare altri fossi e confondersi con loro per un po’. E se c’è un senso in tutta quest’acqua che si sposta, io non lo so. So solo che ci sto volentieri, soprattutto se posso buttarci dentro un’esca e pescare (pag. 384).

Le nostre riflessioni

Possiamo definire la scrittura di Genovesi “moderna”: in apparenza strampalata, non fluida, ma piacevole ed esilarante, ci mostra giocosamente le prospettive di più personaggi, tutti molto divertenti.

Un libro complesso e ricco di temi che racconta, facendoci ridere, la normalità della vita: le frustrazioni dell’innamoramento e l’iniziazione impacciata al sesso (notevole per tragicomicità la scena della messa del preservativo); ma anche l’integrazione nel paese di personaggi forestieri come Pavel, fidanzato della coinquilina di Tiziana, e il suo amico Nicolai, scambiati per ladri a causa di uno scherzo.

Toccante l’intesa madre-figlio nei ricordi di Fiorenzo; per quanto riguarda invece il suo rapporto difficile con il padre assente e imbranato, abbiamo avvertito una certa rigidità filiale e ci siamo domandate: può darsi che il ragazzo non abbia colto o voluto cogliere una sorta di esca nella foto del ciclista senza mano, regalatagli dal babbo subito dopo l’incidente?

Lo consigliamo a...

Agli e alle adolescenti.

Le parole chiave del libro

Adolescenza

solitudine

fallimento

riscatto