Trama
Il romanzo racconta le vite intrecciate di tre donne: Carlotta è il fulcro da cui tutto parte, essendo figlia naturale di Sabedda e figlia adottiva di Nardina.
Nardina e Carlo non riescono ad avere figli e per le suocere questo è una vergogna: Bastiana – mamma di Nardina – decide, così di chiedere aiuto a don Calogero, campiere mafioso. Sabedda, giovane e povera ragazza di campagna, viene abusata da Stefano, baronetto spocchioso, e rimane incinta. Sarà il mafioso a portare la fimminedda appena nata alla nuova famiglia. E, infine, sarà sempre lui a far scoprire la verità sulle sue origini a Carlotta.
La citazione degna di nota
«[…] io dell’arancio amaro conosco solo le spine e ormai non mi fanno più male. Ma il profumo del suo fiore bianco è il tuo, ed è quello della libertà»
Le nostre riflessioni
La lettura del romanzo all’inizio è faticosa: una volta entrati dentro la trama, però, si capisce che se non ci fosse il dialetto il libro sarebbe incompleto, a metà, non avrebbe quella nota tipica di sicilianità. Quello che un po’ disturba è la costruzione della storia e dei personaggi: sembrano – e sono di fatto – poco caratterizzati, soprattutto sono stereotipati e le tre figure di donne risultano ripetitive. Il testo si fa prolisso, presentando situazioni non nuove alla letteratura.
Sorge, però, un’interessante riflessione su quante donne abbiano vissuto e vivano ancora manipolate da altri (non solo dal marito o dal padre): è importanti riconoscere – e il romanzo lo spiega bene – che la piena consapevolezza di sé e dei propri desideri si riesce ad ottenere solo con l’educazione.
Lo consigliamo a...
A coloro a cui piacciono le saghe familiari.
Le parole chiave del libro
famiglia
nobiltà
dialetto
Sicilia
donne
sabinirica
nonsi
schitticchio
emancipazione
