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Clementina

Clementina

Autore Giuliana Salvi

Casa editrice Einaudi, 2025

Pagine 336

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Pistoia

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Mentre la Storia impazza fuori dalla finestra, Clementina, giovane vedova con tre figli, deve reinventarsi il mondo. Utopista e femminista per istinto, Clementina mette su, tra le mura di casa, una scuola improvvisata e diversa da tutte le altre, cambiando il destino di decine di ragazzini e ragazzine in una Lecce che, nella prima metà del Novecento, sembra alla periferia di tutto. Ispirato alla storia vera della bisnonna dell’autrice, Clementina è un romanzo che non si dimentica, grazie alla forza di un personaggio estremamente contemporaneo.

La citazione degna di nota

“Sottovalutare una donna è da pavidi, oltre che da stolti.”

Le nostre riflessioni

Clementina, esordio della giornalista Giuliana Salvi, è una piacevole storia al femminile che attraversa le due guerre mondiali traendo spunto dai racconti della bisnonna.

Clementina appare subito come una donna assai contemporanea. Ha un rapporto molto positivo con il marito Cesare, che la sostiene sempre e la incoraggia ad avere “una stanza tutta per sé”, come il padre. Studia da autodidatta, scrive racconti, dà prova di una certa cultura autonoma – sicuramente il suo ceto sociale glielo permette. Cesare purtroppo muore improvvisamente e, in punto di morte, le fa promettere di dare ai figli quella formazione scolastica che avrebbe voluto lei ed è una promessa che Clementina perseguirà sempre con ostinazione. Poi a seguito della morte del padre, è costretta a cambiare vita e a lasciare Roma, dove viveva con il marito, per ritornare a Lecce dalle sorelle che non sono in grado di mantenersi.

L’arrivo in Puglia non è dei più facili, Clementina rimane sconvolta dal linguaggio delle sorelle che si esprimono solo in dialetto. Ora, più che mai, si rende conto che la cultura emancipa, quindi il linguaggio è importantissimo. Nel frattempo, in mezzo a tutte le vicissitudini e le sfide quotidiane, cerca di formare i propri figli per la scuola e German, il professore del figlio maggiore, vista la sua preparazione, le suggerisce di aprire una scuola superiore privata. Clementina, dunque, fedele alla promessa fatta a Cesare prende in mano le redini di tutta la famiglia come avrebbe fatto un uomo, e apre una scuola casalinga che in breve tempo diventa faro per la comunità. L’intenzione è dare un’educazione ai ragazzi del paese, in particolare alle ragazze. Nella sua scuola Clementina persegue valori non indifferenti: primo fra tutti la libertà. Di notte studia e di giorno insegna il pensiero critico agli studenti, a pensare con la propria testa.

Per vent’anni coltiva un rapporto particolare con German, tanto che sembra che ci sia del tenero tra loro, ma Clementina continua a vestire il lutto e a parlare con la fotografia del marito defunto. In sottofondo ci sono le due guerre mondiali e tutto ciò che comportano per le esistenze dei vari personaggi: German, un ebreo tedesco, deve fare i conti con la storia, la morte della sorella… Quegli anni sembrano senza peso per Lecce e c’è chi l’ha trovato irrealistico. Magari è una scelta dell’autrice quella di non far emergere il peso della grande Storia?

Il mito di Clementina è una figura di spicco della famiglia dell’autrice. Donna resiliente e temprata che non è avvezza a manifestare insicurezza, ed è sempre animata dall’affetto verso i figli e anche verso gli alunni. Crede fermamente nel destino delle donne, in particolare delle sue allieve, dimostrandosi un modello educativo molto montessoriano.

Vive sulla sua pelle varie perdite famigliari e tanto dolore: madre di quattro figli, perde una bambina di cinque anni, poi l’amato marito Cesare e successivamente anche il primogenito. L’amore per i libri e la lettura è come la forza fondamentale che la sostiene durante i lutti, il faro che guida la sua intera esistenza.

È senz’altro una lettura piacevole che offre molti spunti di riflessione, anche se il circolo ritiene che l’autrice si sia dilungata un po’ troppo. Piaciuti i racconti romantici dei primi tempi del matrimonio con il marito, quando Clementina scriveva a Cesare ciò che amava della loro piccola routine. Molto bella e commuovente anche la parte del voto alle donne, che ricorda in qualche passaggio il film della Cortellesi.

Sebbene siano molto presenti e numerose le decisioni femminili in questo libro, a pensarci bene sono i personaggi maschili a dare indicazioni forti: il padre che dice a Clementina di “essere un uomo”, Cesare che le fa promettere di prendersi cura dell’educazione dei figli, German che suggerisce di aprire la scuola. Loro tracciano la rotta e Clementina la segue.

C’è anche qualcosa che non torna: è un buon libro, scritto bene, ma infastidiscono i numerosi flashback. Ricordano molto il ritmo delle serie tv, ma diventano faticosi in un libro. Anche il finale in effetti è molto televisivo. La conclusione incorona la perfezione di Clementina che muore nel sonno: è la morte dei giusti

Lo consigliamo a...

chi cerca una protagonista femminile forte e resiliente.

Le parole chiave del libro

Scuola

‘900 italiano

letteratura femminile

educazione