Trama
In una scuola con classi speciali, un’alluvione ha distrutto l’edificio e il ricordo è ancora vivo nella memoria della popolazione. Josephine, una bambina “speciale”, racconta la vita quotidiana nella scuola, arricchendo il racconto di aspetti buffi e divertenti. Ognuno nella sua classe “speciale” ha delle caratteristiche o dei desideri particolari, il suo sogno ad esempio è raccogliere parolacce sempre nuove!
Come è potuto succedere che l’edificio sia sia allagato? Il racconto, fra dialoghi mossi e divertenti e strani personaggi, indaga sulle circostanze, dolose, che hanno potuto causare un tale disastro.
I protagonisti, bambini cosiddetti “speciali”, stringono amicizie, soddisfano curiosità, e crescono in un ambiente scolastico sereno, interrogandosi sull’ipocrisia degli adulti e sulla verità, o meno, che viene loro raccontata. Fra i personaggi, il Direttore è al centro della vicenda, insieme con la signorina Jennings di cui è segretamente innamorato. Ancora in casa con la mamma, una donna burbera amante degli animali più che degli umani, il preside confesserà il suo misfatto alla fine del racconto. La sorpresa è che l’idea di allagare la scuola è frutto di… un sentimento romantico!
Le nostre riflessioni
Un testo anomalo di Joel Dicker, così è stato definito da alcuni dei lettori. E’ davvero lo stesso autore de La verità sul caso Harry Quebert? o di Il caso Alaska Sanders?
Certo alcuni intrecci tipici della scrittura di Dicker sono riconoscibili anche in questo nuovo romanzo, però la scrittura sembra voler rispondere a un obiettivo diverso: dopo molti anni Joel Dicker scrive un romanzo dallo stile semplice e dalla storia amena per cercare di andare incontro anche ai lettori più recalcitranti, meno motivati.
Un libro rivolto ai ragazzi ma che fa molto pensare anche gli adulti, scherzoso e divertente, che affronta temi di grande spessore. Con una scrittura semplice e piana Dicker parla di democrazia, di certi meccanismi politici, del rapporto fra genitori e figli, attraverso le domande dei bambini e le risposte, non sempre esaurienti, degli adulti, in uno stile leggero e leggiadro. Alcune scene sono esilaranti, come ad esempio il paragone fra la pizza e i broccoli, per spiegare le dinamiche delle votazioni e della democrazia, e la scena dello spettacolo teatrale dei ragazzi che rappresentano davvero degli spunti creativi originali per smascherare l’ipocrisia dei grandi.
Molto significativa la parte finale del romanzo, dove Joel Dicker spiega come dopo tanti anni di pausa dalla scrittura, si sia focalizzato sulla promozione della lettura, sull’obiettivo a lui caro di invogliare a leggere chi non legge, e di riportare a leggere chi si è demotivato.
Si riparte dalla semplicità e dai valori per raggiungere uno scopo nobile.
