A tu per tu con Emanuele Trevi, vincitore della LXXV edizione del Premio Strega

In esclusiva per il blog Gutenberg l'intervista allo scrittore realizzata da Gabriele Ametrano, direttore del Festival e presidente dell’Associazione Wimbledon APS, che sarà ospite della tappa fiorentina del festival "La città dei Lettori", a Villa Bardini fino al 29 agosto

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La tappa fiorentina del Festival

Quarta edizione del Festival La città dei lettori che dal 26 al 29 agosto 2021, sarà a Villa Bardini, a Firenze, con tanti ospiti, numerose sorprese e ricordi, progetti, passeggiate letterarie e la vista mozzafiato che offre la villa con il suo giardino, che non smette mai di meravigliarci.

Dalla sua prima edizione La città dei lettori ha portato a Firenze i protagonisti del Premio Strega. Anche quest’anno il pubblico fiorentino potrà incontrare il vincitore del Premio Strega 2021: Emanuele Trevi e il suo libro Due vite (Neri Pozza) sarà a Villa Bardini venerdì 27 agosto, alle ore 21. L’autore dialogherà con Caterina Soffici e Michele Rossi.

Un appuntamento imperdibile come imperdibile sarà l’incontro che precede, alle ore 20, con Stefano Petrocchi e Fabio Geda, accompagnati da Teresa Porcella, su “Il Premio Strega Ragazze e Ragazzi”.

Il programma completo su www.lacittadeilettori.it

L’intervista in anteprima allo scrittore Emanuele Trevi

Nelle settimane passate ho potuto fare qualche domanda a Trevi, su questo suo libro vincitore ma anche sulla sua esperienza al Premio Strega. Due vite è un libro sull’amicizia, sulla distanza, sul ricordo. Rocco Carbone e Pia Pera, entrambi ricordati come scrittori, erano anime sensibili ed originali scomparse troppo velocemente.

Emanuele Trevi, Rocco Carbone e Pia Pera sono stati un trio, poi un duo ma forse, nella scrittura di questo libro, l’autore si è dovuto confrontare con la solitudine e la grande mancanza. Ho provato a chiedere anche se questo libro va letto più che raccontato, perché nelle sue pagine il tempo si dilata in una vita di sensazioni e ricordi. Sarà certamente più esaustivo durante l’incontro a Firenze ma sono certo che anche le parole che seguono potranno darvi la voglia di immergervi nel suo testo.

Nel romanzo “Due Vite” vengono ricordati due scrittori, Rocco Carbone e Pia Pera. Cosa aggiunge la scrittura alla tua memoria?

Aggiunge un altro tasso di imprevedibilità, perché la scrittura non è il registro di conoscenze acquisite preventivamente, ma una maniera di conoscere quello che ancora non sappiamo di noi e del mondo.

Cosa è l’amicizia per Emanuele Trevi?

È una dimensione totalmente disinteressata dell’esistenza, e proprio per questo è difficile raccontarla, sembra che non succeda mai nulla di rilevante, capace di sorreggere l’architettura di una storia. Non a caso ci sono molto più romanzi o film d’amore che di amicizia.

Che senso ha oggi la letteratura per uno scrittore come te? E che consigli daresti oggi a un giovane scrittore?

Mi è difficile rispondere sensatamente alla prima parte di questa domanda, non avendo capito in generale il senso della vita. A un giovane scrittore consiglio di scrivere sempre, anche poche ore al giorno: il più grande nemico dell’apprendistato è il ritmo irregolare.

Cosa ha significato vincere il Premio Strega?

Un particolare rapporto di amicizia con le persone che lavorano alla casa editrice del libro, perché è stata un’avventura molto improbabile, e poi è stata bella la serata finale dove sono riuscito a portarmi dietro delle persone molto care con cui vivere la gara.

( intervista di Gabriele Ametrano, direttore del Festival La città dei lettori e presidente dell’Associazione Wimbledon APS, in collaborazione con Mira!)

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