Le varietà di mela
Il centro di origine primario della mela (Malus domestica) si trova nelle regioni dell’Asia centrale e della Cina occidentale, dove la vecchia via della seta ha giocato un ruolo importante nell’evoluzione e nella diffusione delle diverse varietà. Si stima che attualmente nel mondo esistano più di 7.500 varietà di mela, ma solo circa 20 sono largamente coltivate.
Tra queste troviamo le varietà più diffuse in Italia, coltivate prevalentemente in Trentino-Alto Adige, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna e Campania: la Golden Delicious, gialla, dolce e poco acidula, la Fuji, croccante e succosa, la Gala, dolce e aromatica, la Granny Smith verde e leggermente aspra, la Red Delicious, rossa, croccante e succosa, la Renetta, dalla consistenza morbida dopo la cottura, la Annurca, piccola, succosa e profumata.
Nelle varie zone di produzione italiane, le varietà di mele coltivate hanno ottenuto marchi di qualità come DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta), che garantiscono la provenienza geografica, l’utilizzo di metodi di coltivazione tradizionali e la tracciabilità lungo l’intera catena di produzione e distribuzione.
Attualmente solo due zone di produzione hanno ottenuto la DOP: la Mela della Val di Non e la Mela del Friuli-Venezia Giulia (Julia). Numerose sono invece le varietà di mela IGP, un marchio con un disciplinare di produzione meno restrittivo del DOP. Tra queste la Mela Alto Adige, che comprende ben 17 varietà, Mela di Valtellina, Mele del Trentino, Mela Rossa di Cuneo, Melannurca Campana.

Le mele “antiche”
Negli ultimi anni diversi progetti di ricerca hanno permesso di recuperare varietà denominate “antiche”, in quanto tradizionali e coltivate solo localmente, alcune delle quali mostrano resistenza alle malattie e sapori intensi. Per esempio, in Toscana sono state riscoperte la mela ‘Rotella’ in Lunigiana, la mela ‘Casciana’ in Garfagnana, le varietà Panaia, Rigata e Roggia nel Parco nelle Alpi Apuane e Muso di Bue e Binotto in Lunigiana.
In molte altre regioni la ricerca di mele antiche ha portato a risultati sorprendenti, con il recupero di un numero elevato di varietà locali: dalla Mela Rosa dei Monti Sibillini alle cultivar Cola e Gelato coltivate sulle pendici dell’Etna, alla cultivar Trempa Orrubia ritrovata nell’Ogliastra in Sardegna.
Molte di queste varietà antiche sono state inserite nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), poiché rappresentano un eccezionale patrimonio di biodiversità agricola e gastronomica del nostro paese.
Mele e salute
Il consumo di mele fornisce diverse sostanze benefiche per la nostra salute, capaci di prevenire molte patologie. Per quanto riguarda il profilo nutrizionale, la mela apporta all’organismo zuccheri e fibre, insieme a buoni livelli di vitamina C (acido ascorbico) e sali minerali come il potassio (vedi tabella seguente).
In particolare, le fibre agiscono come prebiotici, promuovendo la crescita di batteri intestinali benefici che producono acidi grassi a catena corta, quali l’acido butirrico, con riconosciute proprietà antitumorali.

Valori nutrizionali per 100 grammi (mele fresche senza buccia)
- Acqua 82,5g
- Proteine 0,3g
- Lipidi 0,1g
- Carboidrati 13,7g
- Zuccheri solubili 13,7g
- Fibra totale 2,0g
- Sodio 2,0 mg
- Potassio 125,0 mg
- Ferro 0,3 mg
- Calcio 7,0 mg
- Fosforo 12,0 mg
- Tiamina 0,02 mg
- Riboflavina 0,02 mg
- Niacina 0,30 mg
- Vitamina C 6,0 mg
- Energia 53 kcal
Frutto prezioso
Dal punto di vista nutraceutico, la mela è una preziosa fonte di polifenoli, che, oltre ad esercitare una funzione antiossidante, mostrano proprietà antitumorali e antinfiammatorie, effetti nella prevenzione di malattie cardiovascolari e nella riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue. E’ importante sottolineare che il contenuto di composti antiossidanti dipende dalla varietà, con valori di Capacità Antiossidante Totale (TAC) per frutto, che variano da 3578 nella mela Fuji a 5381 nella Granny Smith.
Anche alcune delle varietà antiche finora studiate sono più ricche in antiossidanti rispetto, per esempio, alla varietà commerciale Golden Delicious. Nel prossimo futuro ulteriori ricerche potranno fornire conferme scientifiche conclusive a sostegno dell’antico proverbio “una mela al giorno toglie il medico di torno”.
(di Manuela Giovannetti, Professore Emerito dell’Università di Pisa, Accademia dei Georgofili già Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca “Nutraceutica e Alimentazione per la Salute” dell’Università di Pisa)
