Sulle tracce degli dei: piccola guida alla Via degli Dei

L’antica via che univa Toscana ed Emilia, riscoperta dagli appassionati dei cammini

Giochiamo con l’immaginazione: siamo nel 500 avanti Cristo, lunghe file di carri e di viaggiatori attraversano l’Appennino tosco-emiliano. La Via degli Dei, un percorso di 130 chilometri che gli Etruschi utilizzavano per trasportare le merci da Fiesole a Bologna, è oggi uno dei più suggestivi cammini per il turismo “lento”, o slow dall’inglese, perché unisce significativi aspetti storico-culturali a uno scenario naturalistico ricco di fascino.

Dal VII al IV secolo a.C. questa fu un’importante arteria commerciale che collegava la Toscana alla Pianura Padana. Poi i Romani stabilirono un collegamento celere sullo stesso tracciato, la via Flaminia militare, di cui in alcuni punti si vede ancora il selciato.

Fra storia e natura

L’itinerario a piedi si sviluppa su cinque tappe che, per chi parte dalla Toscana, prendono avvio da piazza della Signoria a Firenze attraversando poi Fiesole, dove costeggia due chiese del IX secolo, Santa Margheritaa Saletta e Sant’Ilario a Montereggi.

Il tragitto toscano passa quindi da Monte Senario, con lo storico Santuario (da notare un affresco dei Sette Santi fondatori di Pietro Annigoni), e raggiunge San Piero a Sieve con il castello del Trebbio, storica dimora medicea realizzata da Michelozzo su un colle che offre un panorama di tutto il Mugello.

Da Osteria Bruciata, che riporta alla memoria la leggenda di una locanda “maledetta”, e da Monte di Fo’, il percorso prosegue nel Comune di Firenzuola, verso il Passo della Futa (903 metri s.l.m.) e la Linea Gotica, dove troviamo le imponenti fortificazioni della Seconda Guerra mondiale.

Sul versante emiliano, alle Banditacce, si tocca il punto di massima quota di tutto il percorso (circa 1200 m). Dopo aver raggiunto Madonna dei Fornelli – è qui che per ben 7 km si snodano le tracce dell’antica via Flaminia militare – e Badolo con il suo maestoso contrafforte pliocenico, s’incontra l’Oasi di San Gherardo, che nasce dal recupero di una cava nei pressi di Palazzo de’ Rossi, trasformata oggi in un luogo di tutela della flora e della fauna locale, con molte specie caratteristiche delle zone umide. Da qui parte l’acquedotto romano, ancora perfettamente funzionante, che porta l’acqua alle case dei bolognesi.

Si arriva, infine, nel capoluogo emiliano, ma quando già s’intravede la città vale la pena fermarsi al Santuario di San Luca, con i suoi 666 archi e un tragitto a serpentina che ricorda l’iconografia del Diavolo.

Il percorso completo si trova sul sito ufficiale della Via degli Dei dove, oltre al Vademecum del viaggiatore, si trovano indirizzi utili per mangiare e dormire, e dove si può acquistare la mappa con le tappe del percorso.

Nel 2019 la Via degli Dei è stata percorsa da, approssimativamente, 13.000 persone. «Abbiamo avuto un incremento di circa 2000 camminatori rispetto all’anno precedente – spiega la sindaca di Fiesole, Anna Ravoni -. La Via degli Dei si sta dimostrando una risorsa significativa sia dal punto di vista turistico sia della valorizzazione del patrimonio culturale, così come è importante l’interscambio fra i Comuni posti sul percorso, che possono organizzare attività e promuovere eventi insieme».

L’Abc del camminatore

Prima di partire, è bene attrezzarsi di tutto il necessario. Secondo Arianna Valentino, giornalista e autrice di numerosi libri sui cammini, uno degli aspetti da non trascurare mai è quello dei liquidi da bere: «Per chi viaggia col freddo, borraccia d’alluminio con tappo a vite per bevande calde o da riempire ai “punti acqua” segnati sui percorsi».

Quanto all’abbigliamento deve essere rigorosamente a “cipolla” per non farsi trovare impreparati dal meteo. «Le scarpe specifiche da escursionismo dovrebbero essere già collaudate – prosegue Valentino – e ammorbidite. Da non dimenticare una felpa, il cappello per il sole (con copri-orecchie in inverno), un giubbotto impermeabile, un paio di guanti antivento e occhiali da sole».

Potenzialmente molto utile un kit pronto soccorso con cerotti di varie misure, disinfettante, forbicine e quel che serve per prevenire ed eventualmente curare le vesciche, oltre a farmaci analgesici, antipiretici, gel per piedi e caviglie affaticate e una scorta di fazzoletti. Valentino, infine, consiglia una piccola scorta alimentare con miele, frutta secca e fresca.

Irrinunciabili la mappa con lista di recapiti e ospitalità, cellulare e un carica-batterie solare.

L’app salvavita “Where are u” è capace di localizzarti con precisione e inviare la posizione al numero unico 112. Il telo termico, indispensabile d’inverno, può essere utile anche nelle altre stagioni per improvvisi cali di temperatura quando il sole tramonta.

Passaporto divino

La Credenziale è il “passaporto” del viaggio: lungo il percorso, in ogni struttura convenzionata, si potrà raccogliere il timbro personalizzato per compilare la Credenziale, a prova e ricordo del cammino compiuto. InfoSasso (info@infosasso.it) invierà tramite mail o WhatsApp una copia del documento compilato. In omaggio il gadget ufficiale della Via degli Dei. Per l’elenco delle strutture convenzionate e per il rilascio delle credenziali, visita il sito della Via degli Dei.

Via degli Dei

Il nome deriva dai toponimi di alcuni monti che si incontrano lungo il percorso, come Monte Lunario (Lua era la dea romana dell’espiazione), Monte Venere, Monzuno (Mons Iovis, monte di Giove), Monte Adone, ma fa riferimento anche al ritrovamento lungo il percorso di oggetti votivi e statuette di idoli di epoca etrusca.

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