Erano quattro amici al bar… anzi, erano otto che, guidati da Giancarlo Brocci, in quel di Gaiole in Chianti pensarono a una manifestazione che riproponesse il ciclismo di un tempo, con bici pesanti come il piombo e occhiali quasi da aviatore su biplano, insomma il ciclismo di Bartali e Coppi e, già che ci siamo, di Bottecchia e Girardengo, atleti che la storia ha consegnato al mito. Già che c’erano, avevano l’intento di valorizzare le strade bianche del Senese, vero e proprio patrimonio visivo e affettivo.
Così, nel 1997, ideata da Brocci, ecco la prima Eroica: furono 92 i temerari che vi presero parte. Ora sono 9000, da 50 Paesi del mondo, immortalati dalla Rai con una diretta di tre ore. È un fenomeno con diffusione mondiale e dal Senese è arrivato anche in Spagna, Cina, Giappone, Germania, ma non solo, e dal 2027 sarà anche a Cuba.
La bici del nonno
È Livio Iacovella, che cura da sempre l’ufficio stampa della manifestazione, a narrarmi qualcosa che sembra una fiaba: «L’abbigliamento deve essere quello di una volta, magari riprodotto perché trovare maglie di lana degli anni ‘30-40 può non esser facile. Anche le bici devono essere quelle di un tempo (costruite al massimo fino al 1987, anno di una rivoluzione tecnologica che riguardò le due ruote), pesanti anche 18 chilogrammi (oggi, 7-8: delle piume), con i fili dei freni esterni al manubrio, il cambio sul tubo obliquo e i pedali con le gabbiette: sono le bici del nonno recuperate e restaurate.
C’è un controllo rigoroso alla partenza», ma la furberia non entra in questa manifestazione, che non è una gara, ma un’esperienza di vita per poter dire «ce l’ho fatta!», anche perché «la classifica finale è in ordine alfabetico e si corre per stare con gli altri e godere di panorami memorabili». Ed è una bella giornata, anche perché i ristori offrono prodotti e ricette locali come la minestra di pane, e durante le soste si ascolta musica e magari si balla.
Ma è ovvio che un po’ di preparazione ci vuole: Livio mi dice che «i ciclisti si allenano quotidianamente sulle bici moderne. L’ultimo mese passano alla bici d’epoca, sulla cui sella ci vogliono posizione e assetto diversi: sembrano due sport differenti». Chi non ha una bici d’epoca la può noleggiare. Allenati o meno, si arriva stremati: che ci vogliamo fare? «Il motto è: La bellezza della fatica e il gusto dell’impresa».
Dove e quando
Prevalentemente si pedala su strade sterrate, le stesse che dal 1997 caratterizzano lo spirito dell’Eroica, fra il Chianti e la Val d’Orcia. Si svolge ai primi di ottobre, ma da dieci anni esiste anche la versione primaverile, Eroica Montalcino, che racconta le terre del Brunello e che quest’anno si terrà il 31 maggio (le iscrizioni sono già aperte).
Il percorso più lungo misura 157 chilometri e attraversa territori fra i più suggestivi del Senese: da Montalcino si passa per Bagno Vignoni, San Quirico d’Orcia e Pienza, solo per citare alcune delle località più note. All’estremo opposto c’è il tracciato più breve, di 36 chilometri (ridotto a 27 per le famiglie).
Partenza e arrivo sono a Montalcino, con lo sguardo che può spingersi fino all’Abbazia di Sant’Antimo. Intorno si apre un paesaggio che è patrimonio Unesco, dove la bellezza dei luoghi accompagna la fatica della pedalata.
Ma Livio partecipa? «Mi diverto a fare la partenza e l’arrivo; vi assicuro che sono giornate frenetiche e da impazzimento, “eroiche” anche per me».
Unicoop Firenze fornirà prodotti per il “Pasta Party” a Montalcino. E per i soci ci sono vantaggi? Sì, certo: una tariffa agevolata per l’iscrizione, ma non un percorso più breve.
Per informazioni: eroica.cc
Tadej & Co
Dal 2007 c’è anche Strade Bianche, la gara per professionisti: l’hanno corsa Tadej Pogačar, che ha vinto quattro edizioni, Thomas Pidcock, Fabian Cancellara, Moreno Moser e tanti altri. L’arrivo è in piazza del Campo: da brividi.
