Secondo il Censis, per quasi un italiano su due i furti in abitazione sono il reato più temuto e i numeri non lasciano tranquilli: Pisa è prima a livello nazionale per incidenza di intrusioni, Firenze è quarta, dicono i dati del Ministero dell’Interno. Ma i topi d’appartamento non vanno in ferie. «Estate, festività e ponti sono momenti critici. Le persone si allontanano per lunghi periodi e i malintenzionati possono provare ad agire indisturbati – nota il capitano Andrea Viola, comandante del nucleo operativo della compagnia Carabinieri Firenze Oltrarno -. Registriamo un aumento del fenomeno anche d’inverno, al calar del sole e prima del rientro dagli uffici».
Sottochiave
Ci sono i ladri occasionali, che improvvisano sfruttando una finestra aperta o una disattenzione, e le bande specializzate che vanno a colpo sicuro, studiano gli obiettivi, sanno dove trovare il bottino e poter penetrare facilmente. Velocità di azione, accesso senza molti ostacoli e la possibilità di non essere visti: sono le tre condizioni principali analizzate dai criminali.
Le prime protezioni sono quindi buoni infissi con vetri antisfondamento, inferriate, soprattutto ai piani bassi, e porte blindate con moderne serrature a cilindro europeo anti-bumping (anti-percussione), che impediscono lo scasso attraverso chiavi limate: sono molto più efficienti delle vecchie chiavi a doppia mappa, quelle lunghe e sagomate. E quando si esce, anche per un attimo, ricordarsi di dare le mandate, altrimenti pure un ladro inesperto può riuscire a entrare.
Allarmi e telecamere
Una serratura, da sola, però può non bastare. «I malviventi usano perfino l’acido nitrico per corrodere i meccanismi dall’interno – avverte Viola -. Un ulteriore deterrente è un antifurto di ultima generazione, collegato alla centrale operativa delle forze dell’ordine. Spesso i cittadini non sanno che questa possibilità è gratuita: basta compilare un modulo alla stazione dei carabinieri o al commissariato».
Per prevenire le effrazioni, oggi un allarme efficace deve prevedere la rilevazione del perimetro esterno e il controllo volumetrico interno. In aggiunta, la videosorveglianza consente di monitorare la situazione da remoto e sono possibili soluzioni senza fili e canaline, realizzabili in tempi rapidi.
A spiegarlo è Gianni Mazzuoli, presidente di Cna Impianti elettrici Firenze: «Per un appartamento di circa 70 mq, il costo di un impianto antifurto con tecnologie di fascia medio-alta va indicativamente dai 2700 ai 3200 euro. Un sistema con quattro telecamere collegate via cavo e un impianto di registrazione varia tra i 1700 e i 2200 euro, in base al tipo e alla definizione delle videocamere». Esistono delle detrazioni per chi acquista questi strumenti: il 50% della spesa per la prima casa (il 36% per gli altri immobili) può essere recuperato in 10 anni nel 730.
I trucchi
Ci sono poi le cautele da prendere quando si parte, per non lasciare indizi di un’assenza, come far ritirare la posta, affidare la cura del giardino a una persona fidata e comprare temporizzatori per programmare l’accensione di luci o tv. Le bande specializzate, inoltre, studiano i social, alla ricerca di segni rivelatori, come le immagini delle vacanze condivise in tempo reale o quelle dell’interno delle abitazioni in cui si notano oggetti di valore o i sistemi di sicurezza installati. E ancora: è buona norma non tenere in casa grosse somme di denaro, mentre se si hanno prodotti costosi è consigliabile, per precauzione, stilare un inventario segnando i numeri di serie per dimostrarne il possesso in caso di furto o, se non presenti, scattare delle foto.
Fattore umano
«È essenziale creare una rete di vicinato: non parlo di ronde per il controllo del territorio, bensì di cittadini consapevoli dell’importanza della sicurezza comune. Conoscere chi vive accanto a noi, scambiarsi i numeri di telefono, chiamare senza timore il 112 per segnalare persone o rumori sospetti, aiuta le forze dell’ordine nel loro lavoro» è l’appello del capitano dei Carabinieri, Andrea Viola.
