«I critici letterari? Sono come dei cactus con troppe spine», sosteneva Amélie Poulain, la bizzarra protagonista del film francese di qualche anno fa, Il favoloso mondo di Amélie. Quella frase rivela le principali caratteristiche di queste piante: forza, asprezza e resistenza. Elementi distintivi che si possono ritrovare nella nuova offerta di piantine grasse Coop, in distribuzione nei punti vendita in vassoi e in grandi espositori in legno.
Varietà
Per saperne di più abbiamo chiesto aiuto a un esperto, Gianni Bedini, docente del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa. «Piante grasse è il modo in cui vengono chiamate comunemente, ma il termine corretto è succulente – chiarisce subito il docente, in passato direttore dell’Orto botanico pisano -, che indica un insieme ampio e vario di piante che hanno in comune una strategia di sopravvivenza, cioè immagazzinare acqua all’interno dei propri tessuti, trasformando di fatto fusti o foglie in piccoli serbatoi».
Una strategia che consente a queste piante di poter vivere in ambienti estremi come i deserti dove le piogge sono rare e non prevedibili. Tuttavia, possiamo trovarle anche alle nostre latitudini, sulle scogliere (è il caso del finocchio marino), in montagna o sui muri delle case, soprattutto in campagna.
«Possono dividersi in due gruppi – riprende il professor Bedini -: in un caso accumulano acqua nel fusto (succulente caulinari) che appare rigonfio, mentre le foglie sono molto piccole o trasformate in spine; nell’altro caso immagazzinano l’acqua nelle foglie (succulente fogliari) che si presentano spesse e verdi. Fatta questa distinzione, resta una grande variabilità di forme». A partire da quelle a candelabro, come i cactus rappresentati nei fumetti, ad altre piccolissime, capaci di mimetizzarsi con il terreno, fino ancora alle piante sferiche e piene di spine, come nel caso del cuscino della suocera.
In pianta stabile
Una sorpresa continua: questo sono le piante grasse. Forti e robuste, sono anche “furbe”: «Durante la fotosintesi le piante aprono gli stomi, piccoli pori presenti prevalentemente sulla pagina inferiore delle foglie, per assorbire anidride carbonica, rilasciando contemporaneamente ossigeno – spiega il botanico -. Il fatto è che, così facendo, esce anche vapore acqueo che, in giornate molto calde, può provocare l’appassimento della pianta. Fenomeno che a maggior ragione accadrebbe nel deserto». E qui entra in gioco la strategia delle piante succulente, che hanno sviluppato un sistema raffinatissimo che permette loro di tenere gli stomi chiusi durante il giorno quando fa caldo, per aprirli la notte.
D’altra parte, un punto debole possono averlo anche questi piccoli e grandi miracoli della natura: «L’acqua fa bene, ma occorre fare attenzione – mette in guardia Bedini -. Prima di versarne altra, dobbiamo assicurarci che il terreno sia asciutto, altrimenti rischiamo che si sviluppi il cosiddetto marciume radicale». Quanto ad altre accortezze nella loro cura, le piante grasse amano la luce, possibilmente non diretta. Se però le teniamo all’aperto, possono crescere e ben venga una luce abbondante.
In vasetto
A marchio Coop sono disponibili 16 varietà (Mammillaria, Aloe, Cactus e via dicendo), con coprivasi decorati da motivi che richiamano la figura del mandala e colori che vanno dall’ocra e arancio al verde e turchese. Corredate di istruzioni per la cura, con una breve descrizione botanica e simbolica della specie, le piantine sono dotate di passaporto fitosanitario, come prescritto dalla legge, che permette la tracciabilità completa delle piante, tutte coltivate in Italia.
