Cinque domande sul riso nerone

Chicchi neri e aromatici pieni di virtù benefiche. Scopriamole insieme, con alcuni consigli di cucina per esaltarne al meglio il gusto

Cos’è?

Il nerone è un riso integrale biologico fra i meno conosciuti e i più nutrienti fra le tante varietà di riso nero. Ha un gusto molto particolare e uno speciale aroma, fra il legno di sandalo e il pane appena cotto. Il chicco non viene sottoposto ai processi di raffinamento e sbiancatura del riso bianco e conserva intatto il pericarpo, la sottile pellicola più esterna del chicco, che è appunto di colore nero. Questa particolare colorazione è dovuta alla presenza di polifenoli e di antociani, che hanno proprietà antinfiammatorie e antiossidanti e contribuiscono alla prevenzione di malattie croniche, come obesità e diabete.

Da dove viene?

Originario della Cina, viene oggi coltivato in particolari zone della Pianura Padana ed è una delle eccellenze italiane. La leggenda narra che in passato era un riso raro e pregiato che i contadini coltivavano solo per l’imperatore e la sua corte e per questo è detto anche riso dell’imperatore. È noto anche come riso proibito perché, così si narra, era molto apprezzato per le sue virtù afrodisiache.

Cosa contiene?

Il riso nero fornisce all’organismo circa 340 calorie per 100 grammi di prodotto. È il riso che contiene più fibra in assoluto, addirittura il doppio delle altre varianti nere come il Venere o il riso selvaggio. Rispetto al riso raffinato ha un contenuto più elevato anche di vitamine e di sali minerali, in particolare selenio, ferro, calcio, zinco e manganese, tutti nutrienti che favoriscono il corretto funzionamento dell’organismo e aiutano a prevenire invecchiamento e malattie.

Come cuocerlo?

  • Bollito: si versa il riso in acqua salata e si lascia cuocere per 40 minuti.
  • In padella: si fa saltare il riso già lessato con gli ingredienti scelti. Aggiungendo del brodo, si ottiene un piatto simile al risotto.
  • In pentola a pressione: si riducono i tempi di cottura a 20 minuti.
  • Cottura pilaf: dopo averlo fatto tostare in padella, si copre con acqua o brodo e si trasferisce in forno a 200°C per circa 30 minuti. Facendo consumare lentamente l’acqua o il brodo, si conservano tutte le proprietà nutritive del riso.

A cosa abbinarlo?

È ideale per insalate e piatti esotici, ma si può gustare anche semplicemente bollito e condito con olio o burro, oppure usarlo come contorno di piatti a base di carne e pesce. Per il suo gusto dolce e aromatico, si sposa bene saltato con gamberi e zucchine, abbinato alle verdure grigliate, accompagnato da asparagi o in risotto con il radicchio rosso o con la zucca, che crea un elegante contrasto giallo-nero. Si abbina bene anche a spezie come curry, coriandolo o paprica.

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