Bomboloni
Storia e provenienza: pare che siano stati i Lorena a introdurre i krapfen nel Granducato di Toscana: qui divennero i bomboloni. Pian pianino, si diffusero nel resto d’Italia, con varianti nell’impasto e nel ripieno.
Caratteristiche: tipici del Carnevale, ma non solo, sono dolci fritti, tondi e soffici, spesso con il ripieno di crema pasticciera o di cacao o di pistacchio, si gustano a colazione e a merenda, e quando ci pare e piace.
In cucina: impastiamo farina, lievito di birra e zucchero. In una ciotola, mescoliamo latte tiepido, olio di girasole, uova, scorza grattugiata di arancia e vanillina. Poco alla volta, mescolando, aggiungiamo la farina, per un impasto elastico e morbido. Lasciatolo riposare 2 ore, lo stendiamo allo spessore di 1,5 cm. Formiamo dei dischi che, poggiati su pezzi di carta forno, sistemiamo in una teglia. Lievitiamo ancora 30 minuti e poi friggiamo a 170°C; la carta forno si staccherà dopo poco. Quando sono dorati su entrambi i lati, togliamoli, posiamoli su carta assorbente e poi nello zucchero. Buchiamo al centro ogni bombolone e farciamolo. Mangiamone subito uno; poi, con la bocca sporca di zucchero, portiamo gli altri in tavola.
Un consiglio: al forno sono più leggeri, ma sempre golosi.
Curiosità: i krapfen sarebbero di origine medievale: il nome deriverebbe dal tedesco arcaico krapfo, “artiglio” o “uncino”, data la forma originaria di questi dolci.
Frittelle di mele
Storia e provenienza: se ne trovano notizie in ricettari del XV secolo: erano buongustai anche allora. È uno dei dolci casalinghi più amati e diffusi in ogni regione italiana e in tutto il globo terracqueo.
Caratteristiche: dolce carnevalizio ma non solo, fragrante e dal cuore tenero, lo si ottiene con pochi ingredienti, per un risultato dov’è gradevole il contrasto fra l’acidulo delle mele e il dolce dello zucchero.
In cucina: per la pastella sbattiamo due uova intere, aggiungiamo il latte e un pochinino di sale, la farina e il lievito per dolci, mescoliamo fino a ottenere un composto omogeneo. Sbucciate le mele e togliete i torsoli, poi tagliamole a fettine spesse mezzo centimetro che mettiamo in una ciotola ampia e bassa, cospargendole di succo di limone per non farle annerire. Riscaldate l’olio a 170°C, tuffate le fettine nella pastella coprendole interamente, poi nell’olio dove le friggiamo due per volta per non abbassare la temperatura. Via via che s’indorano, le adagiamo su un vassoio con carta assorbente per togliere l’unto di troppo. Poi le cospargiamo con zucchero a velo aromatizzato con la cannella. Son pronte.
Un consiglio: consumare subito. Poi si afflosciano…
Curiosità: nel ‘700 le frittelle di mele sono proclamate «dolce nazionale della Serenissima Repubblica di Venezia» e Carlo Goldoni le cita in una delle sue commedie.
