Sottsass a Pistoia

L’architetto e la Toscana: oltre mille opere a Palazzo Buontalenti. Per i soci ingresso ridotto e visite gratuite riservate

Architetto, designer, ceramista, e poi pittore, grafico, editore, fotografo: a uno dei grandi protagonisti del Novecento, scomparso nel 2007, Palazzo Buontalenti a Pistoia dedica, fino al 26 luglio, l’ampia retrospettiva “Io sono un architetto. Ettore Sottsass”, il cui titolo riprende un’affermazione dello stesso Sottsass («Mi arrabbio quando dicono che sono un artista. Resto un architetto»).

Curata da Enrico Morteo, presenta oltre 1400 opere – disegni, progetti, fotografie, materiali documentari e oggetti di design – che coprono circa trent’anni, dall’immediato dopoguerra alla metà degli anni Settanta (1945-1975), periodo in cui i rapporti di Sottsass con la Toscana sono più intensi, e dove collaborò con realtà come Poltronova ad Agliana (PT), Bitossi Ceramiche a Montelupo Fiorentino (FI) e Olivetti a Pisa.

Progettare con la terra

Il percorso espositivo segue un ordine prevalentemente cronologico, e conduce il visitatore alla scoperta dell’universo di Sottsass a partire dalle sue ricerche condotte nel mondo dell’arte, ricerche che gli consentono di costruire un personale alfabeto visuale e vocabolario di forme. Lo vediamo poi confrontarsi direttamente con la materia: con i limitati mezzi del dopoguerra a disposizione, Sottsass usa le mani per imparare la natura dei materiali, piega, taglia, intreccia, e da figure semplicissime ricava lampade o cestini, oggetti con funzioni elementari ma dalle forme complesse. Per arrivare poi a scoprire la ceramica.

Nella sala intitolata “Progettare con la terra: impastare il mondo con il cielo, le emozioni con la forma” viene approfondita la sua collaborazione con la manifattura Bitossi a Montelupo, dove viene indirizzato, nel 1956, dal commerciante americano Richard Irving, che gli suggerisce di disegnare «qualche cosa con la ceramica».

Sottsass – che un volume del 2021 pubblicato in occasione del centenario dell’azienda ricorda arrivare a Montelupo con la moglie Fernanda Pivano in una vecchia Ford Cortina, capelli lunghi, ciondoli hippy, i suoi appunti lasciati ovunque, e un sapere sulla ceramica che elargiva a piene mani tra una sigaretta Nazionale e uno scatto della Leica che portava sempre con sé – fa molto di più: sotto la guida di Aldo Londi, maestro ceramista e amico, rimette in discussione l’intero vocabolario della ceramica moderna, cessa di “decorare” la ceramica e inizia a lavorare “nella ceramica”, usando il colore per creare volume.

Dai mobili ai computer

Restando in Toscana, ma guardando a Sottsass designer, è nello stesso 1956 che Sergio Cammilli, fondatore di Poltronova, gli affida la direzione artistica dell’azienda. Sottsass non ha alcuna esperienza nella produzione di mobili, ma si porta dietro la memoria del suo primo viaggio negli Stati Uniti, fatto nella primavera di quell’anno, e la scoperta dell’altra faccia della medaglia dell’utopistico miraggio del benessere americano.

Come coniugare questa consapevolezza con la progettazione di oggetti per la casa? Sottsass sceglie lo strumento dell’ironia per mettere in discussione la banale normalità dell’arredamento, e progetta mobili, come quelli della serie “Superbox”, che sono entrati nella storia del design.

Proprio come gli arredi per ufficio, prodotti a Massa, e le macchine da scrivere e da calcolo realizzate per Olivetti: una collaborazione durata circa trent’anni che ci ha lasciato, solo per citare due pezzi simbolo del made in Italy, l’immenso calcolatore elettronico “Elea 9003”, la cui parte tecnologica prende vita in una villa a Barbaricina, nei sobborghi di Pisa, e con il quale vince il suo primo Compasso d’Oro (il più antico e autorevole premio mondiale di design); e la rivoluzionaria macchina per scrivere portatile “Valentine”, realizzata in Abs colorato.

Per i soci ingresso ridotto e visite gratuite riservate: a maggio il 9 e 16, sempre alle 17.

Per informazioni

pistoiamusei.it

coopfi.info/eventi

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