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Figlie del mare

Figlie del mare

Autore Mary Lynn Bracht

Casa editrice Longanesi, 2018

Pagine 372

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura Sezione Soci di Scandicci

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Ambientato tra la Corea del 1943 e la Seul contemporanea, Figlie del mare racconta la storia di Hana ed Emi, due sorelle legate da un amore profondo e dal mare. Hana, giovane haenyeo cresciuta sotto l’occupazione giapponese, si sacrifica per salvare la sorella da un destino terribile e viene deportata in Manciuria, dove è costretta a diventare una “donna di conforto”. Decenni dopo, Emi, ormai anziana, affronta il peso del passato e partecipa alle manifestazioni per ottenere giustizia e memoria per tutte le donne vittime di quella violenza.

La citazione degna di nota

«Ognuno di noi merita compassione, ma in questa terra abbandonata nessuno ha la compassione di riservarci un po’ di gentilezza. Perciò siamo prigioniere di questa umiliazione, torturate giorno dopo giorno. A noi non resta altro che concederci a vicenda quel poco di gentilezza che abbiamo»

Le nostre riflessioni

Il romanzo è stato accolto con grande partecipazione ed emozione. La lettura risulta scorrevole e coinvolgente, pur affrontando temi duri e complessi. Molte lettrici hanno apprezzato soprattutto il fatto che il libro apra uno squarcio su una pagina di storia poco conosciuta, permettendo di avvicinarsi a una realtà che raramente trova spazio nei racconti sulla Seconda guerra mondiale.

La narrazione è cruda, a tratti persino difficile da sostenere. Le descrizioni della violenza subita dalle donne sono insistenti e non edulcorate, tanto che alcuni hanno sentito il bisogno di saltare alcune parti. Eppure, proprio questa scelta narrativa è stata riconosciuta come necessaria: scava nello stomaco, obbliga a confrontarsi con l’orrore e rende comprensibile fino in fondo ciò che queste donne hanno attraversato, facendo emergere un aspetto della guerra spesso rimosso o taciuto.

Ha colpito in modo particolare la consapevolezza che quella violenza non fosse casuale, ma organizzata e pianificata, inserita in un sistema strutturato all’interno delle caserme per “soddisfare” i soldati. Un elemento che ha spinto molti lettori ad approfondire ulteriormente la storia della Corea e del Giappone, anche per il contrasto con l’immagine comune di un popolo generalmente percepito come pacifico e civile.

A dare equilibrio e profondità al romanzo è il rapporto tra le due sorelle, intenso e commovente, che attraversa tutta la storia e offre un contrappunto umano e affettivo alla brutalità degli eventi. È proprio questo legame a rendere la lettura ancora più potente, trasformando una tragedia collettiva in una storia profondamente sentita e condivisa.

Lo consigliamo a...

A tutti, appassionati di storia.

Le parole chiave del libro

Sorellanza

mare

occupazione

violenza

sacrificio

storia rimossa

coraggio