Trama
Phoebe Stone arriva da sola al grand hotel Cornwall Inn di Newport, Rhode Island sfoggiando un elegante vestito verde e scarpe dorate col tacco. Nella hall tutti la scambiano per un’invitata al matrimonio che sta per celebrarsi, ma la verità è un’altra. Si trova lì perché sognava di soggiornarvi da anni, e adesso che il marito l’ha lasciata Phoebe è arrivata al Cornwall con uno scopo ben preciso, non proprio in tono con l’atmosfera della festa: uccidersi. Nel frattempo la sposa ha pensato a ogni dettaglio, a ogni minimo particolare del suo matrimonio tranne che all’imprevista presenza di una persona che vuole uccidersi…
La citazione degna di nota
Comincia a chiedersi se non sia quello il motivo per cui è lì: riempire il silenzio che gli invitati al matrimonio non sanno riempire, fare le domande che nessuno riesce a fare. Phoebe non ha nulla da perdere. Non fa parte di quella famiglia. Non fa più parte di niente ormai. È libera in un modo in cui nessuno di loro lo è.
Le nostre riflessioni
La discussione attorno a La magia dei momenti no di Alison Epsach ha diviso il circolo: c’è chi ha giudicato il romanzo molto ben azzeccato, chi invece ha fatto molta fatica nella lettura, chi l’ha trovato originale nella sua prevedibilità e chi la solita commedia romantica americana densa di cliché. Su una cosa, però, tutti i lettori sono stati concordi: la capacità dell’autrice di caratterizzare personaggi sfaccettati e di grande profondità; non solo la protagonista, ma tutto il corollario di destini che le gravitano attorno.
È vero, la storia comincia in modo banale: i figli che non arrivano, un matrimonio che si sfalda, un lavoro che si perde. La protagonista decide di togliersi la vita proprio nel lussuoso albergo dove tra non molto si celebrerà l’unione tra due sconosciuti che tuttavia e per pur caso le cambieranno la vita.
In fondo a pensarci quanti matrimoni si sfaldano? Quanti lavori si perdono? Quante coppie si trovano a fare i conti con l’impossibilità di diventare genitori? Non c’è niente di nuovo sotto il sole e questo romanzo ne è la prova. Eppure il modo in cui le vicende dei molti personaggi che lo
popolano ci vengono raccontate, giorno dopo giorno, festeggiamento dopo festeggiamento, è brillante, assolutamente originale.
All’inizio si ha come la sensazione che il libro non ingrani, poi la storia si fa coinvolgente grazie a una scrittura visiva. I personaggi si definiscono, si delineano. L’abilità della scrittrice sta nel farli muovere come isole, come caricature di se stesse. A dispetto della ricchezza e status sociale, sono tutti così profondamente soli. Indovinata l’ambientazione, indovinata la protagonista che proprio nel suo massimo momento no trova la forza per continuare a vivere. Lo sconvolgimento matrimoniale di Phoebe di sicuro strizza l’occhio a tanti film iconici e tutto sommato funziona.
È un romanzo a tratti grottesco perché racconta gli estremi della società: il lusso, la povertà di spirito, la depressione e la felicità ostentata, la difficoltà di rapportarsi con la propria figlia e l’impossibilità di essere madre.
Allo stesso tempo è anche un libro leggero, veicolo di un bel messaggio positivo: credere in se stessi quando tutto sembra suggerire il contrario può davvero aiutare a superare il dolore e a trovare il coraggio anche nelle più grandi sconfitte personali.
Lo consigliamo a...
A chi è un bivio della propria vita e si sente perduto.
Le parole chiave del libro
Rinascita
matrimonio
crisi
commedia romantica
