Trama
La Vegetariana narra la storia di Yeong-hye, una donna sudcoreana che, a seguito di violenti incubi, decide improvvisamente di smettere di mangiare carne. Questa scelta anticonformista scatena l’ostilità e la violenza della famiglia, portandola a un progressivo e radicale rifiuto del proprio corpo e dell’umanità; il suo desiderio di trasformarsi in una pianta la conduce infine all’isolamento e all’intername
nto in una clinica psichiatrica.
La citazione degna di nota
È per la carne. Ho mangiato troppa carne. Le vite degli animali che ho divorato sono tutte piantate lì. Il sangue e la carne, tutti quei corpi macellati sono sparpagliati in ogni angolo del mio organismo… quelle vite sono ancora cocciutamente abbarbicate alle mie viscere.
Le nostre riflessioni
La Vegetariana è un romanzo dalla scrittura scorrevole, dura e cruda, che colpisce per l’interessante espediente narrativo: la storia è divisa in tre parti raccontate da punti di vista diversi, ma la protagonista non parla mai in prima persona. Questa scelta la rende un enigma; per tutto il libro non si capisce cosa voglia, un atteggiamento che disorienta e suscita rabbia.
Il libro esplora i rigidi canoni coreani basati sull’apparire: il marito sceglie Yeong-hye proprio perché “moglie insignificante”, ma il suo rifiuto della carne diventa un classico “sliding doors” che rompe ogni equilibrio. Tra personaggi schivi e oppressi dalle imposizioni sociali, la protagonista sembra essere veramente se stessa solo con il cognato.
Nonostante la struttura risulti a tratti slegata tra le sue parti, resta un’opera potente sulla ribellione silenziosa contro la società.
Le parole chiave del libro
Solitudine
Frustrazione
Violenza
