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Persone normali

Persone normali

Autore Sally Rooney

Casa editrice Einaudi, 2011

Pagine 252

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Coop Firenze Sud-Ovest

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Irlanda, 2011. Marianne e Connell sono due ragazzi che frequentano lo stesso liceo e crescono in famiglie molto diverse per cultura, stato sociale e situazione affettiva.

Connell ha una madre giovanissima, ma affettuosa e presente, mentre Marianne soffre in una famiglia ricca ma priva di amore e di attenzioni ed è vittima di situazioni di violenza che la rendono una ragazza con cui non è facile relazionarsi.

Al liceo i due ragazzi esprimono un amore apparentemente libero da schemi, in cui sessualità e sentimenti sembrano non coincidere e in cui c’è spazio per sperimentare relazioni diverse.

Il tempo passa, i due giovani vanno all’Università, si allontanano e si ritrovano, iniziano nuove storie per poi ritrovarsi infine in un rapporto che prende in considerazione una stabilità di sentimenti per la quale prima non c’era spazio.

La fine è ancora una volta improntata alla libertà, ma con una consapevolezza diversa, che deriva dalla necessità di fare delle scelte che disegnino il futuro: Connell accetterà una borsa di studio in America. Marianne è con lui, ne capisce le esigenze. Una nuova alba si apre per i ragazzi, più luminosa più vera.

La citazione degna di nota

Qualunque cosa ci sia tra lui [Connell] e Marianne, non ne è mai venuto niente di buono. Ha sempre solo generato confusione e sofferenza per tutti. [Connell] Non puo’ aiutare Marianne, qualunque cosa faccia. In lei c’è qualcosa di spaventoso, un immenso vuoto nel nocciolo del suo essere. […] Le manca quell’istinto primordiale, l’autodifesa o l’autoconservazione, che rende intelligibili gli altri esseri umani. Ti ci accosti aspettandoti una resistenza, e invece tutto ti si sfalda davanti.” (pp.224-225)

Le nostre riflessioni

Romanzo di grande successo, soprattutto nella generazione dei Millennials, di cui interpreta le ansie, la confusione e lo stordimento che genera angoscia, Persone normali è un romanzo sulle relazioni dell’età contemporanea, che sembrano essere improntate a una incapacità di riconoscersi e di riconoscere i sentimenti, all’individualismo e alla tendenza ad essere liberi, senza per questo essere felici. C’è tanta tristezza in questo libro, tanta angoscia nella crescita dei giovani, tanta paura di lasciarsi andare ai sentimenti e tanta ansia di quello che la società, la comunità, i pari pensano l’uno dell’altro.

Oltre alla difficoltà del riconoscimento dei sentimenti d’amore, è anche un romanzo che esplora il tema della reputazione, così importante per questa generazione. Le vicende si svolgono negli anni fra il 2011 e il 2016, l’era dei social è all’inizio, ma la paura che la propria reputazione possa essere diffusa e plasmata dai social è già presente.

Il romanzo non ha riscosso delle opinioni positive, molti dei partecipanti al circolo l’hanno trovato noioso. Tuttavia nella discussione è emersa un’ottima analisi che ha reso la lettura interessante: quello che la generazione dei Millennials sta sperimentando è in ritardo rispetto agli anni dell’adolescenza, che almeno fino a un decennio fa era da considerarsi fra i 15 e i 19 anni. Tutto sembra ritardato, la crescita è vissuta con lentezza, difficoltà, angoscia. Pochi sono i sogni, l’idea luminosa di avere il futuro davanti a sé, nessuna gioia nell’amore, poca attesa dalle amicizie, pochissime le certezze.

La lettura di Persone normali è stata definita “disturbante”, per la freddezza dei rapporti, per il senso di rassegnazione e l’assenza di speranza. I protagonisti hanno fra i 18 e i 23 anni, nel pieno della costruzione della propria vita, eppure non hanno le idee chiare, sono confusi ed impauriti. E la paura li blocca. Da soli va meglio, il confronto con gli altri li paralizza.

Sally Rooney esprime una realtà completamente diversa rispetto alle generazioni precedenti, e interpreta l’angoscia con una scrittura che analizza tutto al microscopio, spesso senza punteggiatura, che nella scrittura contemporanea è spesso simbolo di ansia, e può rendere la faticosa la lettura.

Tuttavia, quello che sconvolge, non è tanto la forma, quanto la sostanza di questo romanzo che indaga nelle retrovie più profonde dell’essere, dove dietro si può anche constatare il nulla.