Trama
Vicolo del mortaio è la descrizione, lievemente ironica e distaccata, della vita quotidiana che si svolge in un vicolo del Cairo, durante la seconda guerra mondiale.
Mahfuz ci offre il vivido ritratto di un’umanità dolente, spesso molto misera: lo sfruttatore di mendicanti che procura mutilazioni definitive dietro compenso; il proprietario del caffè, esacerbato da un’inclinazione omosessuale e dall’assuefazione alla droga; il giovane barbiere che vuole santificare il suo amore per il Vicolo attraverso quello per una ragazza, Hamida; e poi Hamida stessa, nella cui volontà di fuga dallo squallore del suo quartiere natio è adombrata la ribellione radicale, l’impronta di un eterno e universale “esser-giovani”, in opposizione a ogni forma di immobilità.
Mahfuz rappresenta tutto ciò con semplicità e insieme con esotica raffinatezza, dosando i dialoghi e i momenti di riflessione in modo da lasciare sempre un varco tra un episodio e l’altro. In ultimo, è la vita, nella sua nudità essenziale e drammatica, a imporsi a tutti come una sorta di riequilibratore deus ex machina
La citazione degna di nota
Il vicolo vive in un mondo a parte, dove il tempo sembra essersi fermato e dove, durante l’arco della giornata, si dimentica tutto il resto del mondo.
Le nostre riflessioni
Ci siamo avvicinate alla lettura di Vicolo del Mortaio di Nagib Mahfuz con grande curiosità, e la nostra esperienza si è rivelata profonda e stratificata, proprio come la vita del vicolo che l’autore ci descrive.
L’inizio è stato per noi leggermente scioccante e, per certi versi, impegnativo, soprattutto nell’individuare i diversi personaggi e comprendere le loro relazioni. Tuttavia, è proprio attraverso il trascorso di ciascuno che siamo riuscite a entrare, pagina dopo pagina, dritte nella narrazione.
Abbiamo concordato sul fatto che il protagonista assoluto sia il vicolo stesso: un luogo identitario, allo stesso tempo amato e odiato, che funge da vero e proprio microcosmo. È una realtà in sé che, pur vivendo in un’atmosfera apparentemente più tranquilla, è il punto cardine e focale attorno a cui ruotano le vite di tutti. Ci sono ancora i momenti di incontro, le botteghe, e la figura del Sant’Uomo che, intrisa di santità e di forte legame con la religione, è per tutti un punto di riferimento morale e di fiducia.
L’elemento che ci ha più colpite è stata l’analisi dei comportamenti, in parte discordanti rispetto alla religione e a ciò che è l’immaginario comune dell’Egitto di fine anni Quaranta. Mahfuz ci mostra una realtà complessa in cui la vita pulsa al di là delle rigide convenzioni.
Abbiamo notato come le forme di ribellione siano prerogativa dei giovani, non degli anziani. Nonostante la presenza degli Inglesi che ancora dominavano Il Cairo, la narrazione si focalizza sulle dinamiche interne. I giovani, in particolare, sembrano avere un rapporto ambivalente con il vicolo: il giovane protagonista maschile sembra amare e accettare questo luogo, la giovane ragazza, invece, incarna il desiderio di emergere e distaccarsi dal vicolo, cercando un destino diverso.
Questo contrasto ci ha offerto un interessante spunto di riflessione sul tema dell’emancipazione femminile e giovanile in quel contesto storico.
La lettura ci ha anche fatto riflettere su quanto l’arretratezza della realtà descritta facesse da sfondo a un legame molto forte della popolazione verso la religione, facendoci pensare a quanto questo rapporto possa essere stato talvolta strumentalizzato.
Il finale tragico si è rivelato molto attinente e coerente con l’intera narrazione. Ha sigillato la storia dei personaggi con una chiusura che, sebbene dolorosa, era in linea con la densità e la complessità del vicolo.
Nel complesso, Vicolo del Mortaio è stata un’esperienza intensa che consigliamo caldamente.
Lo consigliamo a...
chi ama la letteratura sociale,
cerca viaggi letterari,
apprezza romanzi corali,
chi vuole leggere un libro dove si studia il rapporto tra individuo e religione,
chi vuole riflettere sull’emancipazione.
Le parole chiave del libro
Egitto
Cairo
tradizione
microcosmo
destino
povertà
ribellione
religione
identità
ambizione
gerarchia
famiglia
ambizione
storia
lotta
occupazione
comunità
