Edoardo Prati, riminese, classe 2004, è uno studente appassionato di studi classici, molto popolare sui social, da Instagram a TikTok, dove racconta con linguaggio nuovo e diretto la sua passione per i libri e la lettura: dai classici greci ai grandi pensatori moderni.
Noto al pubblico televisivo come ospite della trasmissione Che tempo che fa? sul canale Nove, è in questo periodo in tour nei teatri italiani con Cantami d’amore, lo spettacolo da lui scritto con Manuela Mazzocchi e Enrico Zaccheo, che ne cura anche la regia.
È la storia di un ragazzo che s’innamora e cerca nei libri le risposte ai suoi dubbi. «Una storia d’amore, nulla di più e nulla di meno – tiene a precisare -, un percorso di conoscenza per capire se l’amore si possa davvero capire». Sul palco, Prati intreccia letteratura e musica attraversando secoli di parole. Da Catullo a Dante, da Cavalcanti a Petrarca, da Boccaccio a Frida Kahlo, sono molti gli autori che vanno a comporre la coscienza del protagonista e mostrano quanto l’amore sia contraddittorio: per Dante, ad esempio, va governato, mentre per Cavalcanti è vero amore solo quando è ingovernabile.
Musica del cuore
La musica accompagna il racconto come accade spesso nella vita quando ci si innamora. Da quella antica di Stefano Landi (compositore romano che visse fra Cinquecento e Seicento), passando per Bellini con Dolente immagine di Fille mia, simbolo dell’amore finito e della nostalgia, alle sinfonie di Vajnberg per accompagnare la visione dell’amore vissuto come rifiuto e perdita nella Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, con il tragico duello fra Tancredi e Clorinda, fino a Franco Battiato, che rappresenta l’amore come cura, forza intima e universale.
Ogni scelta nasce dall’emozione e dal vissuto personale di Prati, per il quale «l’amore è la cosa meno fascista che esista, perché non tollera controllo né paura, ed anche la cosa più politica, perché tesse la trama delle relazioni umane, dall’amore all’amicizia». Afferma: «In amore si cerca di essere la versione migliore di sé per l’altro: per questo, come scrive Dante nella Vita Nova, è un sentimento nobilitante anche quando non è ricambiato». E proprio la Vita Nova insieme alle poesie del Pascoli, in particolare L’aquilone, sono le letture della vita di Edoardo. La più bella frase d’amore? Un verso di Giovanni Raboni, da Canzonette mortali: «So bene che mancarti, non perderti, era l’ultima sventura».
Oltre il web
Nonostante il successo sul web, Prati preferisce il teatro: «I social sono uno strumento valido che mi ha fatto conoscere, ma non consentono di creare quel legame con il pubblico che si crea a teatro, quel senso di comunità e di condivisione». Anche con l’avvento dell’intelligenza artificiale l’uomo non potrà mai fare a meno della magia del teatro o di leggere, ne è convinto, pur riconoscendo l’utilità dell’Ia, a patto però di non vendere il proprio cervello, come il padre con il figlio nel racconto La macchina per fare i compiti di Gianni Rodari. «La letteratura, come il teatro, non è utile: è bella. Ed è proprio per questo che è necessaria, perché ci aiuta a stare bene, ad ogni età».
San Valentino, lontano da ogni snobismo, è per Prati un’occasione in più per celebrare l’amore: pur riconoscendone la dimensione commerciale («ma cosa non lo è nella società capitalista», sorride), è l’occasione per un dono, gesto semplice e felice, da condividere con la persona amata, e anche lui non mancherà di festeggiarlo. E se non avete con chi farlo, seguite il consiglio di Prati, «Curate ut valeatis!», cioè: «Fate in modo di stare bene».
Tappe in Toscana
A febbraio, il 4, ore 10.30, Teatro Politeama Pratese, Prato, ingresso 10 euro; il 5, Teatro Cinema Italia a Pontassieve (FI), e il 7, Teatro La Città del Teatro di Cascina (PI), ore 21, con riduzioni per i soci Unicoop Firenze.
