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Bonsai contro lo stress

Coltivare questi mini alberi e prendersene cura migliora il nostro benessere psico-fisico. Alcuni consigli per mantenerli al meglio

I bonsai sono piccolissimi alberi che catturano la nostra attenzione per la particolarità del loro aspetto e per i bei contenitori in cui vivono. Coloro che si dedicano a questa forma di arte riescono con sapienza a miniaturizzarli, mantenendo comunque in salute gli esemplari scelti.

Questo tipo di coltivazione è decisamente impegnativa: richiede una certa manualità, oltre a pazienza e tempo da dedicarvi, ma la soddisfazione è ampiamente ripagata. Prendersi cura del nostro albero può influire sul benessere psico-fisico, aiutandoci a rilassare la mente, interrompendo la frenesia delle nostre giornate, spesso troppo piene.

Se qualcuno ci ha regalato un bonsai, magari a Natale, giocoforza saremo impegnati nella manutenzione; se invece vogliamo procurarcene uno, nei centri specializzati o da un fioraio, il costo minimo per un esemplare comune si aggira sui venti euro, e può arrivare a svariate centinaia per bonsai rari e pregiati.

Vasi e forbici

Le specie che meglio si adattano alla coltivazione sono le conifere, come il pino e il ginepro, essenze classiche del settore. Anche gli alberi da frutto reagiscono bene, e ci regalano minuscole mele o pere che aumentano il valore decorativo del bonsai. Per la manutenzione sono necessari attrezzi speciali: tronchesine, forbici, seghetti, il cui costo complessivo è di almeno un centinaio di euro.

Inoltre, un bel bonsai necessita di un vaso adeguato al suo aspetto. Sono svariate le forme, i colori e i materiali in cui sono prodotti i contenitori o vassoi che hanno un ruolo fondamentale nell’arte del bonsai, essendo questa anche una disciplina estetica e filosofica.

Bisogna porre attenzione alla forma e al colore del vaso, che si deve ben armonizzare con il nostro bonsai. I contenitori possono essere di materiali diversi: i più comuni sono in gres o terracotta, ma si trovano anche in pietra, legno o cemento. Un contenitore semplice costa in media una quindicina di euro. Cina e Giappone sono i principali produttori e alcuni vasi si tramandano di generazione in generazione in questi Paesi, dove la coltivazione dei bonsai fa parte della tradizione culturale e religiosa.

Due sono le operazioni necessarie a mantenere in salute un bonsai: la potatura e la legatura. Entrambe si effettuano a scadenze regolari e servono per mantenere armonica la forma dell’albero. La legatura si esegue con speciali fili di rame o alluminio e richiede, come la potatura, una certa maestria.

Poiché esistono vari stili di coltivazione, queste operazioni si adatteranno a quello che abbiamo scelto. L’“eretto formale”, ad esempio, presenta un fusto saldo che punta in alto, mentre l’“eretto informale” si caratterizza per un tronco più sinuoso. Esistono anche lo stile “a cascata”, “inclinato”, “a dirupo” o quello “a boschetto”.

Quanta acqua?

Come tutte le piante, anche un piccolo albero ha bisogno di acqua, concime e, di tanto in tanto, rinvasi. Per irrigare terreno e fogliame useremo un nebulizzatore. La quantità di acqua da fornire varia di stagione in stagione e anche in base al tipo di albero. Probabilmente in estate ci sarà maggior bisogno, così come in caso di vento che, come ben sappiamo, asciuga il terreno anche più del sole.

La concimazione è importante, perché i bonsai hanno poco terreno in cui vivere e occorre che non manchi loro il giusto apporto di nutrienti. In genere, si concima dalla primavera sino a metà autunno, scegliendo se usare prodotti a lunga cessione o liquidi. Nel primo caso, si consiglia di usare delle coppette da porre sul terreno in modo che il concime non si disperda; nel secondo, si somministra il prodotto con l’acqua delle innaffiature. Buon lavoro!

Curiosità

Il termine giapponese bonsai significa “albero in una coppa”. Le prime tracce di coltivazione risalgono al 1500 a.C. in Cina. A Milano c’è l’Università del Bonsai, ma si trovano corsi anche online.

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