Trama
Tagliarsi i baffi è, per il protagonista di questo romanzo, quasi uno scherzo. Quello che voleva essere un gioco con la moglie, però, avrà molteplici conseguenze, fino a diventare un incubo per lui: tutti quelli che lo conoscono da anni affermano di non averli mai visti, quei baffi, e che dunque niente è cambiato.
Il mondo comincia allora a non essere lo stesso, il confine tra la realtà e la sua immaginazione sempre più sfumato. O è pazzo, o è vittima di un mostruoso complotto, architettato dalla moglie per convincerlo che è pazzo. Non gli resta che fuggire, il più lontano possibile. Ma servirà?
La citazione degna di nota
Per situare quel gesto anodino si sforzava di ricostruire nei dettagli le ventiquattr’ore precedenti la sua partenza, ma la vanità dello sforzo non lo scalfiva, una specie di intorpidimento privava di qualsiasi scopo delle azioni che, piano piano, scivolavano verso l’irreale, verso la bruma di una leggenda di cui non era più il protagonista. Con la stessa indolenza soffocava i progetti o le rappresentazioni a lungo termine del proprio futuro, come un prolungato soggiorno sul traghetto, un vagabondaggio avventuroso tra i porti del Mar della Cina, una visita di ricognizione a Giava, il ritorno al domicilio coniugale: tutto diventava indifferente, le domande in precedenza affilate come lame di rasoio siottundevano, l’urgenza di scegliere o non scegliere scemava.
Le nostre riflessioni
Quanto è facile entrare nella pericolosa psicosi della perdita di sé? Potrebbe bastare solo tagliarsi i baffi. Carrère racconta egregiamente come un gesto quotidiano possa far partire un domino senza controllo nella vita di un uomo, trascinandolo lentamente nella follia. Seppur breve, questo racconto riesce far crescere l’agitazione parola dopo parola, tanto da suscitare uno stato d’ansia tale che qualche lettrice ha dovuto abbandonare la lettura.
Quella di Carrère è una scrittura perfetta per farci immedesimare nel suo protagonista: trasforma l’atmosfera scherzosa dell’inizio in un graduale circolo vizioso in cui si rimane intrappolati insieme a lui. A metà del libro non si può fare a meno di chiedersi chi è effettivamente in stato di allucinazione: il protagonista, chi gli è attorno, prima fra tutti la moglie, o il lettore stesso? Non tutte hanno apprezzato il crescendo dell’assurdo in questa vicenda, trovando faticoso non solo lo stato crescente di inquietudine, ma anche ritrovarsi nei complessi flussi di pensiero del protagonista.
Lui è smarrito e non ha più punti di riferimento; anche noi mentre lo leggiamo. Il protagonista vive una condizione di smarrimento che è più attuale di quanto possa sembrare. Isolamento, ansia, paranoia: una spirale di cui non si vede la fine ma solo l’inizio, l’ossessivo pensiero della percezione che gli altri hanno di lui. Non si tratta solo di quanto ci si possa sentire soli quando le persone che hai intorno non ti riconoscono, è piuttosto l’inevitabile conseguenza: la perdita della propria identità. Il nostro protagonista senza nome non si riconosce più in un io, e non può fare altro che cercarsi in nuove routine, in nuovi gesti quotidiani e in tante nuove domande, ma trova solo una risposta: dare un taglio netto a tutto.
Seppur alcune lettrici sono rimaste molto colpite da questo assurdo e grottesco romanzo quasi pirandelliano, la maggior parte del gruppo non ha apprezzato l’ansia e l’inquietudine trasmessi dall’autore, una storia troppo angosciosa che non ha stimolato lettura di altre opere di Carrère. Opinione unanime, invece, che il suo stile ha reso in modo impeccabile la rottura della quotidianità di un uomo normale che si ritrova un tunnel in cui è impossibile capire cosa è davvero reale, da cui a volte è impossibile uscire.
Lo consigliamo a...
A chi è amante delle tematiche psicologiche.
Ai giovani, se accompagnati alla lettura.
A chi ha voglia di smarrirsi.
Le parole chiave del libro
follia
angoscia
inquietudine
identità
