«Babbo, ho fatto un incidente, mandami subito 500 euro». La voce al telefono è identica, sembra proprio quella della figlia del signor Mario, 80 anni. Lui si preoccupa, chiede informazioni. Lei risponde e spiega nel dettaglio come eseguire il bonifico.
Dall’altra parte della cornetta però c’è un computer. I truffatori, grazie a sistemi automatizzati, carpiscono prima informazioni personali passando al setaccio internet e i profili social di parenti e conoscenti delle potenziali vittime, poi tramite strumenti di intelligenza artificiale “rubano” l’audio dai video pubblicati online, lo campionano e ricreano il parlato della persona usata come “esca”. Ma l’audio può essere rubato anche attraverso una finta telefonata, muta, a cui si risponde anche solo con «un pronto, chi parla?». Stando agli esperti, sono sufficienti 5-10 secondi di sonoro per clonare una voce.
In gergo vengono definiti deep fake (falso profondo), ossia falsi così ben congegnati da essere verisimili. E di casi analoghi ce ne sono un’infinità: il fratello all’estero che chiama per chiedere urgentemente denaro, l’amico che ha avuto un’emergenza e sollecita con insistenza un aiuto economico. Altre volte, il sedicente familiare fornisce un numero da contattare, perché «il cellulare si è rotto». C’è addirittura un nonno che ha ricevuto una telefonata (falsa) dalla nipotina di 7 anni. La lista delle segnalazioni che arrivano ogni giorno negli uffici delle associazioni dei consumatori è lunga. «È un fenomeno in forte ascesa, anche nella nostra regione – mette in guardia Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana -. I più colpiti in genere sono gli anziani, ma tutti siamo potenziali vittime, perfino gli utenti più esperti: le truffe sono così sofisticate che purtroppo è molto facile cascarci. Distinguere il vero dal fasullo è diventato un’impresa».
Come difendersi?
Un elemento comune di questi imbrogli spesso è il senso di urgenza con cui il bersaglio viene messo in apprensione. «In caso di chiamate sospette e di numeri che non si conoscono, riattaccare immediatamente, e non parlare affatto – dice Laura Grandi -. Dobbiamo ricordarci sempre che con questi strumenti, registrando poche parole, è possibile clonare la nostra voce. È utile fissare delle regole di famiglia, ad esempio stabilire che mai e poi mai si farà una richiesta di denaro via telefono, anche in caso di emergenza». Quindi orecchi aperti e piedi di piombo: prendersi un momento per riflettere e non agire d’impulso può aiutarci a smascherare l’inganno.
