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L'Imperatore di Portugallia

L’Imperatore di Portugallia

Autore Selma Lagerlöf

Casa editrice Iperborea, 1991

Pagine 274

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo lettura sezione soci Campi Bisenzio

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Durante la seconda metà dell’ottocento, nelle valli svedesi delle Askedalar, l’esistenza di Jan, contadino ormai non più giovane che abita in una misera casetta assieme alla moglie Kattrinna, cambia per sempre con la nascita della figlia Klara Gulla. Così Jan viene invaso da un sentimento che non conosceva e che sarà la sua guida: l’amore. Tra lui e la figlia prende subito forma un legame esclusivo, fatto di infinito affetto e di rara intesa, messo in crisi però dalla partenza di lei, appena diciottenne, dai luoghi di origine, per salvare il futuro suo e dei suoi genitori. Le cose non andranno affatto bene per la ragazza, che presto prenderà le distanze dalla sua famiglia. Jan, non potendo sostenere il peso del dolore generato da tale situazione, trova rifugio in un mondo in cui Klara Gulla è imperatrice e lui imperatore dell’immaginario impero di Portugallia.

I personaggi

Jan, il protagonista, è un semplice contadino molto ingenuo ma che sa comprendere gli altri essendo anche dotato di una straordinaria veggenza e desiderando il bene di tutti. L’amore e il desiderio di protezione nei confronti di Klara Gulla lo distolgono dalla realtà. Alcune di noi si sono chieste se è un modo giusto di amare. L’amore non deve fare soffrire, è stato detto, ma sarebbe un amore limitato, Jan ama la figlia e desidera per lei, fortemente, al di là della ragione stessa, una splendida vita.

Katrinna è saggia e realistica, accanto a Jan si arricchisce sentimentalmente, comprende comunque il marito e fa di tutto affinchè il dolore non lo distrugga, assecondandolo in quello che lui, tuttavia, non vuole chiamare follia.

Oltre ai molti altri personaggi che si incontrano nel romanzo, grande importanza ha anche la natura: i laghi, gli alberi, gli animali del bosco, le montagne, fanno da sfondo alla narrazione, facendo intuire l’amore che l’autrice ha per il suo Paese.

La citazione degna di nota

“…quand’ecco all’improvviso sentì una scossa che fece tremare lui e la bambina. Non veniva da nessuna delle persone presenti, eppure non riusciva a rendersi conto se fosse stata la piccina a trasmetterla a lui o lui alla piccina. E subito il cuore cominciò a battergli nel petto come non era mai accaduto prima, e di colpo non si sentì più intirizzito, né triste, né irrequieto, né arrabbiato e gli parve invece di star proprio bene.” (pag.20)

“In fondo poteva anche essere che le fosse capitata una fortuna così grande da non osare mandarne direttamente la notizia ai genitori.” (pag.126)

“Quando l’imperatrice Klara di Portugallia starà qui sul pontile con una corona d’oro sul capo, e sette re cammineranno al suo fianco reggendole il mantello, e sette leoni giaceranno ai suoi piedi e settantasette condottieri la precederanno con la spada sguainata in mano, allora vedremo se oserai dirle in faccia quel che hai detto a me oggi.”(pag.148)

Le nostre riflessioni

La lettura del romanzo ci ha interessate progressivamente, quella che all’inizio ci era apparsa la semplice storia di una famiglia contadina nella Svezia del tardo ottocento, ha assunto le caratteristiche di un percorso di amore e protezione di un padre nei confronti della figlia, che noi abbiamo seguito con sorpresa e commozione e, talvolta, con un sorriso.

Le fasi di questo percorso si susseguono attraverso una serie di avvenimenti e personaggi che potevano in un primo momento apparire scollegati fra loro ma che nello svolgersi della vicenda, sono emersi come componenti necessari a comprendere e completare l’itinerario del protagonista, come tanti tasselli di un mosaico.

Tutto questo, inoltre, contribuisce a tracciare un quadro della condizione economica e sociale dell’ambiente rurale della Svezia di quel periodo, legato alla natura, alla religione, ma anche alla mitologia e alle credenze popolari e dove ancora il rapporto tra i proprietari terrieri e i braccianti è di sottomissione e distanza, come emerge anche dagli episodi in cui si descrivono alcune feste dei padroni dove i poveri sono invitati ad assistere, come ad uno spettacolo, pieni di ammirazione.

La discussione è stata molto partecipata ed accesa soprattutto per quel che riguarda il rapporto padre/figlia e più in generale il contrasto tra generazioni e classi sociali che incontriamo nel romanzo e che ci hanno fatto riflettere su nostri vissuti personali.

Lo consigliamo a...

A chi rispetta e comprende le fragilità degli altri e i buoni sentimenti.

Le parole chiave del libro

Natura

amore

figli

coraggio

nostalgia

sofferenza

immaginazione

umiliazione