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L'età fragile

L’età fragile

Autore Donatella Di Pietrantonio

Casa editrice Einaudi, 2023

Pagine 176

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Pistoia

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Amanda torna a casa, quel luogo da cui era scappata di corsa. Lucia, la madre, capisce che qualcosa non va, la guarda chiudersi in camera, in un silenzio sempre più denso. Vorrebbe tenerla al riparo da tutto, anche a costo di soffocarla, ma c’è un segreto che non può nasconderle. Sotto il Dente del Lupo, su un terreno che appartiene alla loro famiglia e adesso fa gola agli speculatori edilizi, si vedono ancora i resti di un campeggio dove tanti anni prima si è consumato un fatto terribile. A volte il tempo decide di tornare indietro: sotto a quella montagna che Lucia ha sempre cercato di dimenticare, tra i pascoli e i boschi della sua età fragile, tutti i fili si tendono. Stretta fra il padre radicato nella terra e una figlia più cocciuta di lui, Lucia capisce che c’è una forza che la attraversa. Forse la nostra unica eredità sono le ferite…

La citazione degna di nota

Come sono lontani i pensieri dei figli da ciò che crediamo.

Le nostre riflessioni

Un romanzo femminile molto coinvolgente e originale fin dall’inizio, già dalle primissime pagine emerge una struttura solida che non viene mai meno. Apprezzatissimo dal circolo lo stile letterario dell’autrice, del resto ampiamente celebrato, l’innata capacità di lasciare molto “non detto” riempiendo comunque gli spazi della storia. La brevità dei capitoli, la forma concisa del libro stesso e il linguaggio tagliente hanno colpito i lettori in modo assai positivo, come anche il titolo. Ne è stato infatti suggerito un altro, “La fragilità umana”, perché in effetti L’età fragile può trarre un po’ in inganno – forse volutamente.

Quella di Donatella Di Pietrantonio è una storia sulla fragilità che travalica le generazioni. Tra le due protagoniste, Lucia e Amanda, sembra proprio la prima la più fragile, che invece, vista l’età, dovrebbe essere la “forte”. Forte, fragile: ma poi esiste un confine, esiste davvero un’età senza paura? Ciascuna fase della vita ci vede vulnerabili in maniera diversa e le protagoniste lo dimostrano.

Lucia, come ogni madre, vuole proteggere la figlia, lasciarla andare a Milano è il modo che ritiene più sicuro per garantirne il futuro. Purtroppo però è proprio lì che Amanda subisce un qualche tipo di oltraggio (aggressione, molestia?) e torna in Abruzzo in uno stato di profondo disagio.

Ci sono molte incomprensioni, ne L’età fragile. Lucia e Amanda faticano a capirsi, come appartenessero a mondi diversissimi, e in effetti ci sono due universi ben distinti nel romanzo, quello civilizzato degli uomini e quello della natura più selvaggia e primordiale. C’è pure un groviglio di sensi di colpa in tutta la vicenda di Lucia: nei confronti di Amanda, per non averla protetta da lontano né aver avuto la forza di andare da lei; nei confronti del padre, così attaccato al Dente di Lupo, luogo ancestrale macchiato da un terribile fatto di sangue che lui vorrebbe lasciarle in eredità ma che Lucia è così restia ad accettare; infine nei confronti dell’amica Doralice, unica sopravvissuta a quella terribile estate che ha cambiato il campeggio, il paese, tutto un piccolo mondo.

Ispirato a un fatto vero, il cosiddetto Delitto del Morrone, L’età fragile ha la forza narrativa travolgente di un’ottimo giallo ma anche l’indagine profonda della grande letteratura capace di descrivere il silenzio spietato della terra, la crudeltà dell’essere umano. Di Pietrantonio racconta un episodio di violenza e brutalità in un paesaggio incontaminato mostrandoci che è la natura stessa a essere violenta e brutale. Il romanzo si sofferma a scandagliare i rapporti familiari (madre-figlia, padre-figlia), e soprattutto quelli con noi stessi. La difficoltà di trovare la propria strada nel mondo, di rialzarsi dopo un fatto traumatico. Tratteggiato molto bene il malessere di Amanda che non riesce a riappropriarsi dell’esistenza di prima, esistenza che i suoi genitori avevano così accuratamente scelto per lei e che ora non ha più alcun senso. Nonostante il forte disagio, le circostanze la portano a trovare un nuovo scopo nell’eredità scomoda del Dente di Lupo. È un ritorno a casa, alla terra. Il finale poetico del concerto nel bosco è il modo di Lucia di ritagliarsi una sua sintonia con la natura – e la figlia – tramite la musica.

Lo consigliamo a...

A chi cerca una storia coinvolgente e densa fin dalle prime battute.

Le parole chiave del libro

Romanzo femminile

segreti

delitto del Morrone

Premio Strega