La “Piazza delle lingue 2026”

Dall'11 al 13 novembre a Villa di Castello nella sede dell’Accademia della Crusca. Tema di quest'anno: "Lingua e modi della divulgazione: scienze, musica, arte"

«Un quarto di compressa ogni 12 ore (oppure: mattino e sera) per OS per 10 giorni». A volte interpretare una prescrizione medica è davvero complicato: e non dipende solo dalla famosa grafia da dottore che è diventata sinonimo di scrittura illeggibile. Spesso sono proprio i termini usati a rendere difficile la comprensione. Tornando al nostro esempio, il quarto di compressa “per os” significa che va assunta per bocca ogni 12 ore (quindi due volte al giorno), per 10 giorni. Così facendo la guarigione arriverà. 

Sul tema della difficoltà di comunicazione dei contenuti medici si interroga l’Accademia della Crusca in occasione della “Piazza delle lingue”, la tre giorni di incontri ed eventi in programma dall’11 al 13 novembre nella sede della Villa medicea di Castello, a Firenze, che quest’anno è dedicata a Lingua e modi della divulgazione: scienze, musica, arte. 

A chiarire quanto sia necessaria una divulgazione medica accurata e di facile accesso, l’11 novembre alle 17, sarà Manuela Lucchini, giornalista e conduttrice televisiva, con il linguista e divulgatore Giuseppe Antonelli, il cardiologo e studioso di bioetica Alfredo Zuppiroli e Francesco Bove, docente all’ Università medica internazionale di Roma Unicamillus.

Rita Levi Montalcini come esempio

Lucchini, che oggi è direttore responsabile della rivista “Ammi”, che parla alle mogli dei medici, per lungo tempo ha condotto sulla Rai programmi di medicina e ha sperimentato in prima persona la difficoltà di tradurre il linguaggio scientifico in parole di facile comprensione per un pubblico generalista: «In tutte le mie trasmissioni mi sono spesa per far capire ai professori che ospitavo e più in generale ai medici che bisogna parlare in maniera semplice per arrivare a tutte le persone. Anche perché chi è meno preparato nel pubblico è spesso chi ha più bisogno». 

Come le rispondevano i medici? «Dipende, ma le posso dire sulla base della mia esperienza che i più bravi nel loro lavoro erano anche i più efficaci nella spiegazione pure in televisione». Come esempio virtuoso Lucchini porta una grandissima scienziata, il premio Nobel Rita Levi Montalcini: «La prima volta che la ascoltai restai impressionata dalla chiarezza delle sue spiegazioni e dalla semplicità delle sue parole, solo dopo venni a conoscenza di quanto fosse importante come scienziata, tanto che poi ha vinto il Nobel». 

Un altro aspetto critico della relazione con i medici per Lucchini è la vanità: «Alcuni per darsi arie usano un linguaggio ricercato e tecnico, ma così perdono di vista l’obiettivo che è quello di instaurare una relazione di fiducia con i pazienti e anche con il pubblico televisivo».

Manuela Lucchini

Medico mediatico

Con il Covid abbiamo assistito alla nascita di una nuova figura: il medico mediatico. «In quel periodo c’era chi per apparire avrebbe parlato di tutto, pur essendo specializzato e quindi veramente esperto solo di una branca della medicina». Tanto che, finito il periodo della pandemia, alcuni si sono spostati sui canali social, dove continuano ad avere un seguito più o meno numeroso. «Quello che manca oggi è l’intermediazione di giornalisti specializzati, il cui compito è facilitare la comunicazione, sapendo però di cosa si sta parlando» precisa Lucchini. 

Chiediamo: ci fa qualche altro esempio di parole difficilmente comprensibili? «A volte diamo per scontato che tutti sappiano che cosa significa antipiretico, mentre non è così. Lo stesso vale per il termine antinevralgico: basterebbe dire che sono farmaci che fanno abbassare la febbre o diminuiscono il dolore. Anche il vero significato della parola cefalea per qualcuno resta un mistero». Anche un semplice mal di testa può farci confondere.

Appuntamenti

“La Piazza delle lingue” prosegue il 12 novembre (17.15-19.15) con Divulgare le scienze: Marco Motta, conduttore di Radio 3 Scienza, ne discuterà con l’astrofisica Amalia Ercoli Finzi, il neurobiologo Stefano Mancuso, l’accademico Riccardo Gualdo.

Il 13, stesso orario, appuntamento con l’accademico Vittorio Coletti, il linguista Matteo Motolese, studioso della lingua dell’arte, il musicologo Giovanni Bietti, Anna Casalino, editor di Carocci, e lo storico dell’arte Costantino D’Orazio.

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