Alla Galleria Coop.fi del CENTRO*Montevarchi, via dell’Oleandro 37, fino al 28 novembre è allestita la mostra “L’inizio di una nuova storia. Montevarchi: la guerra, la ricostruzione, la Repubblica”, un percorso documentale che mette a fuoco la ripartenza politica, sociale ed economica del territorio.
Ad organizzarla la Sezione Soci Coop di Montevarchi, in collaborazione con l’Associazione Elephas aps e l’Associazione culturale Guido Vestri. L’esposizione attinge ai patrimoni dell’Archivio Mochi e dell’ Archivio Massimo Anselmi. Curatori della mostra: Vincenzo Caciulli, Federica Cioni, Piero Grazzi.

Inaugurata lo scorso 31 ottobre alla presenza della vice sindaca di Montevarchi Cristina Bucciarelli e della presidente della sezione soci Coop, Lia Vasarri, la mostra mette al centro il racconto di una scelta consapevole: il riappropriarsi diretto degli strumenti democratici da parte dei cittadini di Montevarchi nel 1946, dopo gli anni del conflitto.
“Questa esposizione – ha dichiarato la presidente della sezione soci Coop di Montevarchi Lia Vasarri – ci restituisce frammenti fondamentali della nostra storia collettiva a ottant’anni da quel cruciale 1946 in cui il nostro Paese e la nostra Comunità si misurarono con la rinascita democratica. Viviamo in un tempo in cui la memoria della comunità rischia talvolta di svanire, o peggio, di riproporre divisioni che il cammino del tempo sembrava aver superato. Documentare i fatti e le radici della nostra realtà odierna rappresenta, prima di tutto, un inderogabile dovere civile. Come ci ha insegnato una figura storica della resistenza italiana, Pietro Ingrao, «la memoria non è un ornamento del passato, ma la bussola di cui abbiamo bisogno per orientarci nel presente e non smarrire la strada del futuro».

“Il vero punto di svolta del 1946 fu il ritorno all’azione: Montevarchi smise di subire gli eventi e tornò a decidere da sola quale direzione prendere ”, spiegano i curatori Vincenzo Caciulli, Federica Cioni e Piero Grazzi.– “E questa scelta del futuro ebbe un motore ben preciso: le donne. Si presentarono in massa ai seggi, spostando in modo determinante l’asse delle decisioni pubbliche. La ricostruzione dei quartieri, delle fabbriche, delle scuole e dei servizi non fu un fatto spontaneo, ma la conseguenza diretta delle scelte politiche e amministrative fatte da uomini e donne che espressero per la prima volta una volontà comune. La mostra vuole mostrare proprio questo: le leve concrete attraverso cui una comunità provata dalla guerra si è rimessa in piedi da sola. Documentare quei fatti significa mostrare gli ingranaggi pratici con cui è nata la nostra comunità”.

Conclude Lia Vasarri: “Questa mostra ci riporta alle ferite della guerra, alla fatica e al coraggio della ricostruzione, e soprattutto a quel momento straordinario che segnò l’avvio della vita democratica a Montevarchi, con l’elezione del primo Sindaco della Repubblica, Guido Vestri, punto di riferimento della nostra tradizione democratica. Per Unicoop Firenze mantenere viva la memoria del territorio in cui opera non è un’attività accessoria, ma una missione profonda. La nostra cooperativa svolge ogni giorno un ruolo importante non soltanto garantendo convenienza, qualità e sicurezza dei prodotti, ma investendo con convinzione nella cultura, nella solidarietà, nella tutela dell’ambiente e nel ben-essere dei cittadini, siano essi soci o clienti. Crediamo fermamente che una cooperativa debba essere motore di crescita civile e sociale della comunità”.
