Miele, confetture e succhi di frutta: le nuove regole europee

Cosa cambia nelle etichette dei prodotti a marchio Coop con la direttiva europea 1438/2024, conosciuta anche come Breakfast

Una colazione più chiara e trasparente. È l’effetto della direttiva europea 1438/2024, conosciuta anche come Breakfast, cioè colazione in inglese, perché disciplina prodotti presenti sulle tavole soprattutto la mattina. Sono state in parte rinnovate le etichette di miele, confetture e succhi di frutta, prevedendo informazioni più precise, indicazioni sull’origine e maggiori garanzie.

L’Italia l’ha recepita e le nuove regole sono entrate in vigore dalla metà dello scorso giugno. Attenzione, però: ancora per un po’ potremmo trovare sugli scaffali anche prodotti con le vecchie diciture, perché la legge dà alle aziende della distribuzione la possibilità di finire le vecchie scorte di prodotto. Nel frattempo, meglio aggiornarsi.

Miele

La novità più importante riguarda il miele: è obbligatorio in etichetta l’elenco dei Paesi di provenienza, con le rispettive percentuali, in ordine decrescente. «L’informazione è sul fronte della confezione ed è più chiara, perché compare per esteso il nome del Paese con la percentuale», spiega Ilaria Turrini, specialista di prodotto a marchio Coop che segue questa categoria. «Per i nostri mieli non ci sono grandi differenze rispetto al passato, perché già indicavamo la loro provenienza, senza contare che molti prodotti in vasetto, tra cui i Fior fiore, contengono solo miele italiano. Il cambio di etichetta interessa quindi alcuni mieli Coop con miscele di acacia e mille fiori provenienti da Paesi europei, e per il miele a marchio Solidal prodotto in America Latina».

Confetture

Con l’entrata in vigore della direttiva Breakfast, confetture e confetture extra devono essere per legge più ricche di frutta. Nel primo caso il contenuto minimo è salito dal 35% al 45%, mentre per le confetture extra la quota è passata dal 45% al 50%. «Nel panorama italiano moltissimi prodotti rientravano in queste percentuali, e fra le nostre confetture extra ben 11 referenze già contenevano almeno il 50% di frutta», chiarisce Roberto Simonini, specialista di prodotto a marchio Coop per questa categoria. «L’unica eccezione riguardava tre prodotti in monodose, che sono stati adeguati. Quanto alle confetture, la novità ha investito quelle della linea Spesotti, che tuttora contengono il 35% di frutta, ma hanno una nuova denominazione: non più confettura ma “preparato alla frutta”».

Succhi di frutta

Nulla cambia, invece, per i succhi di frutta a marchio Coop. In questa fascia di prodotti la direttiva Breakfast ha introdotto tre nuove categorie: “Succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri”, “Succo di frutta da concentrato a tasso ridotto di zuccheri” e “Succo di frutta concentrato a tasso ridotto di zuccheri”. Dove compare la dicitura “a tasso ridotto di zuccheri”, i prodotti devono contenere almeno il 30% di zuccheri in meno rispetto alla media di riferimento. «Tra le altre cose, la normativa impone di indicare se i prodotti derivano o meno da succo concentrato – chiarisce Michele Valsecchi, specialista di prodotto per bevande e surgelati a marchio Coop -. Era però un’indicazione che già inserivamo in etichetta sui nostri prodotti a marchio».

Marmellata o confettura?

Grazie alla direttiva Breakfast gli Stati membri possono autorizzare l’uso della parola “marmellata” anche per le confetture prodotte con frutti diversi dagli agrumi per i quali prima era riservata in esclusiva. In altre parole, “marmellata di fragole” può finalmente diventare una denominazione legalmente ammessa. Ma con una precisazione fondamentale: Bruxelles lo permette, ma non lo impone, e l’Italia, almeno per ora, non ha scelto di sfruttare questa possibilità. Altri Paesi, come la Germania, sì. 

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