A Palazzo San Giorgio apre la Collezione Casamonti

Circa 250 opere: dall’Ottocento alla contemporaneità, dalla pittura italiana alle avanguardie internazionali, dall’Informale all’Arte Povera, dalla Pop Art alla Video Art. Ingresso in convenzione per i soci Unicoop Firenze

«Qui c’è tutta la mia vita». Roberto Casamonti lo ripete mentre attraversa le sale di Palazzo San Giorgio, sul lungarno Serristori a Firenze, quasi sopraffatto dall’effetto di vedere riunite opere acquistate una alla volta nell’arco di decenni. «Ci si innamora sempre di un quadro solo per volta. Quando li metti tutti insieme…».

Dopo otto anni a Palazzo Bartolini Salimbeni, dove la “Collezione Roberto Casamonti” era suddivisa in due nuclei che venivano presentati a rotazione, il nuovo spazio inaugurato a fine settembre consente per la prima volta di abbracciarla in un unico percorso. Palazzo San Giorgio, edificio ottocentesco restaurato e rifunzionalizzato su progetto di Archea Associati di Marco Casamonti – uno dei figli del gallerista e autore, fra l’altro, del progetto del Viola Park a Bagno a Ripoli e della futura sede di Unicoop Firenze a Scandicci – ospita ora circa 250 opere distribuite in 28 sale su due livelli: dall’Ottocento alla contemporaneità, dalla pittura italiana alle avanguardie internazionali, dall’Informale all’Arte Povera, dalla Pop Art alla Video Art.

Da Picasso a Cattelan

Non è, però, soltanto una immersione nella storia dell’arte. È anche l’autobiografia per immagini di un collezionista. Casamonti comincia da ragazzo, quando il padre lo porta con sé nello studio di Ottone Rosai mentre posa per un ritratto. Ha dodici anni e rimane folgorato da quell’ambiente, dai quadri alle pareti: «Non so se fu l’odore della trielina, se fu l’essere nello studio di un artista. È stata la scoperta di un mondo, una fascinazione che mi ha portato poi a innamorarmi dell’arte. Perché, se non la si ama, l’arte non la si capisce nemmeno».

Da allora l’occhio del gallerista e la passione del collezionista procedono insieme. Le opere scelte per Palazzo San Giorgio sono quelle che, dice, gli hanno «fatto palpitare il cuore»: Picasso, Magritte, Dalí, Chagall, Miró, Fontana, Burri, Pistoletto, Basquiat, Bill Viola, Kiefer, Kapoor, Cattelan, accanto ai protagonisti dell’arte italiana fra Otto e Novecento e alle esperienze più recenti. «Ho sempre cercato il bello, con scrupolo, con perseveranza. Quando trovavo il quadro bello, se ce la facevo lo compravo; se non ce la facevo stavo male». Impossibile stilare classifiche, scegliere un preferito. «Come si fa a scegliere?», dice davanti alle opere. «Ogni quadro rappresenta un’emozione che ho vissuto nella mia vita».

Un lascito alla città

Nuova sede ma anche nuovo nome, e un progetto che guarda alla necessità di «fare rete, di costruire relazioni con le istituzioni culturali vicine», aggiunge Jonathan Paonetti, direttore del percorso espositivo. Dunque da un lato non più “Collezione Roberto Casamonti”, ma semplicemente “Collezione Casamonti”. Una scelta che comprende il coinvolgimento dei quattro figli e dichiara la volontà che il progetto sopravviva al suo fondatore: «È mia ma è di tutti», dice Casamonti. E soprattutto è legata a Firenze, città alla quale sente di dovere la propria educazione alla bellezza e alla quale vuole lasciare un luogo permanente dedicato all’arte moderna e contemporanea.

Permanente, ma non immobile. Paonetti sottolinea infatti che «questo non è un museo, è un percorso espositivo», un organismo complesso destinato a evolvere, nel quale alla conservazione si affianca la ricerca. «Le opere non si finisce mai di scoprirle», spiega Paonetti, raccontando gli studi condotti sulla collezione e le nuove informazioni emerse sulla storia espositiva e materiale di alcuni lavori che l’Associazione per l’Arte e la Cultura – “Collezione Casamonti” – questo il nome esatto dell’istituzione – sta portando avanti.

«Credo di aver riempito un vuoto a Firenze» conclude Casamonti. Se le mostre sono, ovviamente, iniziative temporanee i cui contenuti sono destinati a lasciare la città, «le opere di questa Collezione non vanno via, restano qui. Non le presto neanche. Chi vuole vederle deve venire a Firenze».

Ingresso in convenzione per i soci.

Per informazioni
collezionecasamonti.it

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