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Il canto dei cuori ribelli

Il canto dei cuori ribelli

Autore Thrity Umrigar

Casa editrice Libreria Pienogiorno

Pagine 400

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Valtiberina

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Smita, giovane giornalista indo americana, torna in India per sostituire in un delicato processo, la sua collega che si trova in ospedale. Si tratta del processo a due fratelli indù e al capo villaggio per l’uccisione di un giovane musulmano, a cui è stato dato a fuoco e per la riduzione in fin di vita di sua moglie. È lei che li porta a processo contro l’opposizione della comunità rurale. Smita sarà affiancata nel lavoro da Mohan, indiano moderno e sensibile.
C’è un crescendo di tensione verso la sentenza finale, prevedibile, con escalation di violenza e necessità di ristabilire l’ordine naturale delle cose. Parallelamente matura la vicenda personale della giornalista che ha un passato non risolto con l’India, suo paese di origine.

La citazione degna di nota

Un’indù e un musulmano non avrebbero mai potuto stare insieme… tutti conoscevano quella verità senza tempo“.

Più che un paese, l’India era una forza della natura inarrestabile…..Sentirsi a disagio è un bene, cara. E’ nel disagio che si cresce“.

È per questo che devi imparare a guardare dentro di te. È un nuovo modo di guardare, per vedere la vera te. Il fuoco ti ha portato via molto ma ti ha anche lasciato molto“.

Quello che avevano inflitto a Meena era molto più atroce certo, ma nasceva dalla stessa mentalità, un atteggiamento che considerava le donne di proprietà degli uomini“.

Quasi sempre la retorica religiosa o ideologica nascondeva una strategia per ottenere vantaggi economici, soldi, accaparrare terre, rivendicare l’accesso all’acqua ed altre risorse naturali“.

La separazione del giornalismo dal voyeurismo era sottile e Smita si chiede se il suo ruolo è vendere pornografia della povertà ai suoi lettori bianchi della classe media in modo che potessero sentirsi orgogliosi delle loro esistenze e dei loro paesi civilizzati“.

Le nostre riflessioni

È una vicenda antica ma ancora purtroppo attuale che ha a che fare con l’odio interreligioso tra induismo ed islamismo in India, come in Pakistan o Afganistan, con l’estrema povertà delle comunità rurali, con l’arretratezza culturale e con il disconoscimento della donna come persona capace di autonomia e auto determinazione.

La vicenda non può non risultare interessante, straziante e cruda in dei passaggi particolari, ma non coinvolge come dovrebbe. Il linguaggio narrativo fin troppo semplice, dovuto forse alla traduzione, non penetra i personaggi, fornendone una descrizione che resta in superficie.

Anche la sfolgorante bellezza del paese con i suoi paesaggi mutevoli, i colori e le suggestioni della natura appaiono sottotono, forse nell’intento di mantenere il focus centrale sulla vicenda.

Su questi argomenti si è scritto molto e si è letto molto e per questo ci si aspettava una lettura più intensa capace di trasmettere il dolore e l’angoscia descritte e di spingere a maggior identificazione emotiva invece che, scivolare sopra.
La vicenda personale della giornalista, americana di origine indiana, vittima anch’essa di un’epurazione religiosa forzata, di cui può essere interessante il conflitto interiore e la dicotomia tra le due anime che la abitano, si avvia a conclusione ovvia fin dalle prime pagine del libro, fornendo nella tragedia, uno scontato lieto fine con la relazione sentimentale con Mohan.
Questo appare forse il personaggio meglio delineato, pur non essendo protagonista. È infatti portatore di sensibilità e antica conoscenza delle tradizioni e dei valori dell’India contadina, che gli consentirà un dialogo e mediazione anche con i personaggi più spregevoli e nello stesso tempo sostenere nuova consapevolezza cultura, innovazione e profondo rispetto per la libertà di scelta altrui.
Di valore e anche di significato sociologico le figure della vecchia Ammi e di Meena, testimoni di valori della tradizione la prima, e del sacrificio e della dedizione e lotta per la sopravvivenza sua e della piccola figlia la seconda. Entrambe espressione di un paese a due velocità, sospeso tra consueto e innovativo dove è molto fragile la convivenza pacifica tra etnie e religioni diverse, tra metropoli e campagna e di difficilissimo bilanciamento il governo delle masse.

Questo romanzo è schietto e crudo nell’esposizione dei dolorosi fatti narrati, che induce a riflettere come razzismo religioso ed etnico abbiano avuto, e tuttora manifestino le stesse conseguenze in tutte le parti del mondo. A pagarne di più sono le donne a cui non sono dati gli strumenti per fronteggiare il malato senso maschile dell’onore, infuso da capi, sacerdoti o politici, per casta, fede o miopi nazionalismi.

Lo consigliamo a...

a chi crede nell’integrazione culturale,

a tutte le donne che cercano come possono di affermare se stesse,

a tutti quelli che sostengono il dialogo e il confronto per operare un cambiamento.

Le parole chiave del libro

Pregiudizio religioso

integrazione

onore della comunità

corruzione

oppressione

violenza