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Le otto montagne

Le otto montagne

Autore Paolo Cognetti

Casa editrice Paolo Cognetti

Pagine 200

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Borgo San Lorenzo

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Pietro è un bambino introverso e silenzioso che ogni estate, insieme ai genitori, lascia la caotica Milano per trasferirsi a Grana, un piccolo paesino ai piedi del Monte Rosa. In questo borgo di 14 anime la famiglia trova rifugio dal grigiore della grande città e Pietro viene iniziato alla montagna dal padre, Giovanni, che lo conduce con sé nelle sue spedizioni sulle cime.

Bruno è un bambino selvatico che a Grana invece ci vive e si occupa delle vacche. Tra i due nasce da subito una forte amicizia, un legame che cresce di anno in anno, un’estate dopo l’altra, insieme all’amore per l’avventura e per un mondo, fatto di sentieri, boschi, ruscelli, alpeggi e vecchi ruderi fino all’età dell’adolescenza, quando le loro strade prendono direzioni diverse.

Pietro, dopo essersi scontrato con la personalità ingombrante del padre, decide di allontanarsi dalla famiglia, finendo per abbandonare la montagna per molti anni, mentre Bruno rimane a Grana immerso nella vita che conosce da sempre Solo dopo la morte improvvisa del padre, Pietro è costretto a rimettere tutto in discussione e a tornare a Grana, dove il padre gli ha inaspettatamente lasciato in eredità un terreno con un vecchio rudere e il compito di ricostruirlo. Sarà proprio grazie a questo lavoro che Pietro ritroverà Bruno e i luoghi della sua gioventù.

I due uomini trascorreranno un’intera estate sulle montagne per lavorare al vecchio rudere e giorno dopo giorno, ritroveranno la sintonia di un tempo ricostruendo non solo la cascina, la barma, ma anche la loro amicizia, un legame che riscopriranno ancora solido e profondo, incurante degli anni trascorsi e che tale si manterrà nel tempo nonostante le vicissitudini che i due protagonisti si troveranno ad affrontare.

La citazione degna di nota

L’alba, il ghiacciaio, le catene di cime intorno a noi, le nuvole che ci separavano dal mondo: tutta quella bellezza disumana.

Le nostre riflessioni

Le montagne come metafora di vita. Le montagne come luogo di incontri. Le montagne come entità che racchiudono segreti e ricordi. Le montagne che donano tanto, ma prendono altrettanto in cambio. Il libro di Cognetti racconta di sentimenti, principalmente di nostalgia, rimpianti, scelte di vita.
La storia è narrata magistralmente in prima persona da Pietro, un bambino e poi un uomo che dalla caotica Milano ha conosciuto la montagna. E con essa Bruno.

Pietro e Bruno non potrebbero essere più diversi, eppure tra loro si instaura un’amicizia che va al di là della lontananza geografica e temporale. L’uno viaggia, si sposta da Milano a Torino, dai monti valdostani all’Himalaya. L’altro non si muove da Grana e dal monte Grenon, è attaccato a quel posto e non ha alcuna curiosità di vedere altro nella vita. Pietro visita le otto montagne, Bruno resta nel monte primordiale.

Cognetti descrive le loro vite e quelle dei loro familiari così bene da renderli reali. Sono persone complesse (come tutti noi, d’altronde) che cercano ognuno a loro modo di relazionarsi con gli altri. Pietro, di cui conosciamo i pensieri, racconta il suo rapporto con la madre, quello più complicato col padre, le difficoltà che ha a confidarsi e di far confidare Bruno e, allo stesso tempo, il piacere della presenza dell’amico, senza necessariamente dover esternare i propri sentimenti. Bruno e la montagna sono un punto fisso, un posto a cui tornare, qualcosa che il padre di Pietro ha messo in piedi per lui.

Ma la vera protagonista è proprio lei: la montagna. D’estate, con gli alberi infoltiti, i torrenti, i sentieri e i rifugi per gli escursionisti, il profumo del legno, il risciacquo dei ruscelli abitati dalle trote. E poi d’inverno, con la neve, le ciaspole, gli sciatori, le slavine, il ghiaccio che invetra le rocce e ricopre i laghi, il freddo e i focolai davanti ai quali si beve la grappa.