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Bella mia, edizioni Elliot

Bella mia

Autore Donatella Di Pietrantonio

Casa editrice Elliot, 2014

Pagine 191

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Coop Prato

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Caterina, la protagonista, è una donna sulla quarantina che si trova a ridisegnare la sua vita a seguito del terremoto de L’Aquila del 2009 che le porta via la sorella gemella Olivia, lasciandole oltre al dolore che condivide con l’anziana madre, un nipote di cui occuparsi.

La citazione degna di nota

“Questo scorcio così nero della notte è sempre dedicato a lei, mi manca senza pietà mentre dorme il dolore degli altri due. Non occorre nascondermi, potrei anche piangere se venisse. Le offro la mia insonnia, qualcuno deve restare a vegliarla, a rivolgere pensieri verso la solitudine indecifrabile dove sta, dove non è. Come per un tacito accordo, nostra madre copre il turno di sera, a volte la sento girarsi e rigirarsi tra le lenzuola dopo aver esaurito il repertorio muto delle preghiere. Allunga il braccio nel buio e prende un fazzoletto a memoria, le sfugge un gemito breve. Non so a che ora cede e lei non sa quando mi sveglio dal poco sonno che condividiamo. Mi accompagna in sottofondo fino all’alba il sibilo leggero e ritmico del suo respiro placato.” (pag. 102)

“La mattina del 6 aprile, quattro anni fa, il dolore si è diffuso e ha riempito tutta la capacità disponibile, come i gas, è diventato la mia atmosfera, l’unico ossigeno respirabile. Non ho saputo provare altro, non mi sono distratta.” (pag. 136)

“Non reggo uno stato di benessere duraturo, da sempre cerco un male o una colpa che mi consumi. Ne ho bisogno, per sapermi al mondo. Non sono capace di felicità, ma trascorro a volte momenti di insopportabile grazia.” (pag. 166)

Le nostre riflessioni

Della stessa autrice avevamo letto L’arminuta e, anche il romanzo Bella mia, ha messo d’accordo tutti: ci è piaciuto moltissimo. Donatella Di Pietrantonio con il suo stile di scrittura asciutto ed essenziale, ma mai freddo, riesce ancora una volta a generare empatia, anche se ci parla di cose conosciute e per certi aspetti ovvie.

Pagina su pagina ci porta dentro la tragedia del terremoto de L’Aquila, attraverso un’accurata descrizione degli ambienti, facendo emergere la sofferenza di chi resta con le conseguenti fratture psicologiche, raccontando anche i rituali legati al lutto senza pietismo, ma con pudore e mai con banalità.

Quello che ci ha colpito maggiormente è il forte legame tra le due sorelle e il rapporto che la protagonista instaura con il giovane nipote, nonché l’incontro di quest’ultimo con il cane Bric che segnerà una svolta per il ragazzo. A nostro parere invece Sandro è un personaggio che non ci sembra fondamentale ai fini del racconto, anche se rappresenta uno sguardo verso il futuro.

La discussione è stata molto accesa e partecipata, ha riportato alla memoria di ognuno di noi il dolore di quel drammatico evento che ci ha toccato profondamente anche se non l’abbiamo vissuto in maniera diretta.

Lo consigliamo a...

A tutte/i.

Le parole chiave del libro

Lutto

dolore

zia

speranza

rinascita