Trama
Ambientata nel Cile post Pinochet, la storia narra la vicenda di Blanca, una donna semplice, buona, di ottima famiglia che intorno ai 40 anni si trova improvvisamente in crisi: frequentando persone di diversa estrazione sociale le si apre un mondo che non immaginava, fuori dall’ipocrisia borghese. Colpita però da un infarto cerebrale cade nel silenzio dell’afasia, perdendo la capacità di esprimersi con la parola e affidando i ricordi, i sentimenti e la comunicazione unicamente allo sguardo.
La citazione degna di nota
«Dovevo prendermi cura dei miei occhi. Solo con quelli avrei potuto leggere. Solo quelli mi avrebbero salvato dalla solitudine».
«Non mi torturavano per sapere qualcosa, era il collasso delle strutture dell’io».
Le nostre riflessioni
Il romanzo ha confermato le nostre aspettative, nonostante un po’ di lentezza nella parte centrale. D’altronde è risaputo, la Serrano ha il dono di saper parlare delle donne, delle loro gabbie e del loro valore. A Blanca ci si affeziona subito, partecipando dal principio al suo dolore e alla sua forza. Accanto a lei ci sono Sofia, la cognata psicologa e la carismatica Vittoria, mamma del piccolo Bernardo che Blanca aiuta con le lezioni di scuola. Non manca l’incontro con un amore nuovo e improvviso: bellissimo, infatti, anche il personaggio di Gringo, che sarà l’emblema dell’incontro con la realtà, con il Cile e la sua storia, e con la vera passione. Forte e drammatico il tema dei desaparecidos (il padre di Vittoria è fra questi) e delle torture del regime, con alcuni passi davvero intensi. Cosa ci lascia la lettura di questo libro? Ci invita a non stare in silenzio, nonostante tutto. Però preparatevi: l’ultima pagina è un pugno nello stomaco.
Lo consigliamo a...
A tutte le donne.
Le parole chiave del libro
Amore
impotenza
tempo
desaparecidos
