Trama
È il 1916, Clementina, giovane vedova con tre figli piccoli, è costretta a tornare a vivere a Lecce, insieme alle due sorelle, nella casa paterna. Le tre donne sono molto unite e si sostengono a vicenda, ma le difficoltà economiche sono notevoli e Clementina si impegna a far quadrare i conti e mantenere la promessa fatta al marito: garantire ai tre figli la possibilità di realizzarsi. Così comincia a occuparsi della loro istruzione e poco a poco accetta di aiutare altri bambini in difficoltà nello studio, organizzando fra le mura di casa una scuola viva, diversa, dove l’educazione non è solo trasmissione di sapere, ma un atto di resistenza e rinascita. Accanto a lei, le sorelle Maria e Anna, e Germain, un professore francese che la spinge a ritrovare qualcosa che aveva smarrito: la passione per lo studio e la scrittura. Nasce così una vera e propria scuola che non solo durerà più di vent’anni, ma darà a decine e decine di giovani un destino migliore.
Ispirato alla storia della bisnonna dell’autrice, Clementina intreccia memoria e immaginazione, restituendoci la figura di una donna che nel tentativo di aiutare i propri figli ad affermarsi finisce per realizzare sé stessa.
La citazione degna di nota
“[…] l’arma sarà la cultura, non i fucili”.
Le nostre riflessioni
Con questo romanzo l’autrice racconta la vita della sua bisnonna, Clementina Martello, rimasta vedova con tre figli e costretta a reinventarsi per sopravvivere, attraversando entrambe le guerre mondiali e i disagi che ne conseguono.
Giuliana Salvi, al suo esordio come scrittrice, racconta con empatia e realismo la storia di Clementina: con una narrazione che intreccia presente e passato, il libro sembra non voler tanto spingere alla riflessione quanto piuttosto testimoniare un’esperienza di vita vissuta. I fatti storici rimangono sullo sfondo, contribuendo però a delineare la personalità delle donne di casa di quell’epoca: poco coinvolte nella politica, attente soprattutto a mandare avanti la quotidianità e a compiere i propri doveri.
Clementina non è la classica eroina esemplare: ruvida, testarda e determinata, vive soprattutto per i figli e la famiglia, ma proprio nella sua concretezza emerge una forma autentica di forza e tenacia. La sua è una rivoluzione silenziosa, che si compie attraverso l’impegno e i valori che cerca di trasmettere ai suoi studenti. Sceglie di insegnare anche alle ragazze, una decisione non scontata per quei tempi: è convinta che le donne debbano poter decidere del proprio futuro e vede nell’istruzione lo strumento fondamentale per conquistare questa libertà.
Pur essendo una storia vera, il libro ripropone alcuni temi ormai molto frequenti nell’editoria degli ultimi anni: donne forti durante la guerra, figure femminili che costruiscono da sole il proprio destino e, più in generale, la resistenza delle donne di fronte alle difficoltà. Infatti, per le figure femminili e i temi trattati ci ha ricordato i libri La portalettere di Francesca Giannone e Un autunno d’agosto di Agnese Pini. In Clementina, la protagonista proviene da una famiglia agiata e, grazie alle opportunità offerte dalla sua condizione sociale, può lavorare come insegnante anziché svolgere mansioni più pesanti o socialmente disprezzate. Inoltre, la condizione di vedova con figli da mantenere era una realtà molto comune per l’epoca e la protagonista non è apparsa a molti lettori come una figura particolarmente innovativa o sorprendente.
Nonostante queste considerazioni, abbiamo apprezzato il personaggio di Clementina: con la sua determinazione e la sua forza interiore, incarna tutte quelle persone che, ancora oggi, si battono quotidianamente per l’uguaglianza, il diritto all’istruzione e la libertà.
Lo consigliamo a...
Chi piacciono i romanzi storici.
Chi ama le saghe familiari.
Le parole chiave del libro
Scuola
Donne
Famiglia
Istruzione
Promesse
