Trama
Un racconto epistolare scritto da Cristina Manetti, assessora alla cultura della Regione Toscana, per sua figlia Penelope. Cristina costruisce una valigia metaforica piena di parole in dono alla figlia che si accinge ad affrontare la giovinezza e poi l’età adulta. Vengono presentate 21 parole, proprio come le “21 costituenti”, le donne elette nell’Assemblea Costituente italiana il 2 giugno 1946. Ogni parola diventa pretesto per scriversi, per augurarsi, per riflettere sulla battaglia iniziata generazioni fa dalle nostre nonne e bisnonne.
Il cambiamento culturale, sociale e personale parte sempre dal linguaggio poiché le parole non descrivono solo la realtà, ma la plasmano, influenzando pensieri, emozioni e comportamenti. Le parole sono esse stesse il cambiamento: se ben utilizzate ci aiutano a sognare, progettare una società più giusta ed abbattere le barriere invisibili e gli stereotipi che ci accompagnano nelle nostre scelte quotidiane, ad esempio quali sport pratichiamo e quale mestiere immaginiamo per noi. Si può sempre “partire” e “ricominciare” a qualsiasi età, partire in un modo e tornare in un altro come nell’Odissea di Omero, in cui i due coniugi si ritrovano dopo 20 anni, diversi ma sempre nel profondo loro stessi.
La citazione degna di nota
“Il peggio non è quando si sbaglia, è quando si ha paura di sbagliare” .
Le nostre riflessioni
Penelope non riconosce immediatamente Ulisse perché cambiato, evoluto. Ma anche lei è diversa, la sua non è stata solo un’attesa passiva, ma l’ha plasmata in forza e tenacia. Il paragone con l’opera di Omero è efficace perché il loro legame resta indissolubile in quanto fondato sulla reciproca intelligenza e sulla capacità di sopportare le prove da parte di entrambi.
Anche i ragazzi e le ragazze adolescenti di oggi sono messi di fronte a sfide importanti, proibitive, che atterriscono; è importante che imparino ad esprimere i loro sentimenti per affrontare le difficoltà che la vita gli metterà davanti. Nel libro sono citati molti esempi al femminile per ispirarci, dall’attrice britannica Audrey Hepburn alla regina del Jazz Ella Jane Fitzgerald: figure impavide e forti che ci ricordano però che ci è concesso anche sbagliare.
Coraggio, libertà, gentilezza, rispetto e compassione sono valori che s’insegnano, facendone esperienza e capendone il significato. Il libro si legge in un pomeriggio, è ben scritto, piacevole e non è mai troppo ridondante scolpire nella mente dei giovani, concetti che da troppo dovrebbero essere assodati ma che purtroppo tutt’oggi non risultano tali. Lo troviamo talvolta un po’ retorico ma forse per un pubblico diverso può avere piglio! Giovani e genitori di giovani hanno bisogno di strumenti per affrontare temi e concetti fondamentali e questo può essere uno valido. Libertà ed emancipazione tra le parole scandite a voce alta, questo è lo scopo: ragazzi e ragazze liberi di partire e di cercare, partecipare e crescere.
Lo consigliamo a...
a ragazzi e ragazze adolescenti che si apprestano a muoversi nel mondo.
Le parole chiave del libro
Parole
metafora
viaggio
crescita
cammino
società
parità
rispetto
