Trama
La vicenda si svolge alla fine del XVIII secolo nella campagna inglese dell’Hertfordshire dove vieve la famiglia Bennet composta da madre, padre e cinque figlie per le quali la signora Bennet vuole assolutamente matrimoni vantaggiosi. Tra le sorelle emerge la protagonista Elizabeth che trova l’amore superando con grande intelligenza le difficoltà dovute ai comportamenti di alcuni suoi familiari e soprattutto al rango sociale a cui appartiene.
La citazione degna di nota
“E’ verità universalmente riconosciuta che uno scapolo largamente provvisto di beni di fortuna debba sentire il bisogno di ammogliarsi.”(pag.3)
«Ho lottato invano. Non ci riesco. Non posso reprimere il mio sentimento. Deve permettermi di dirle con quanta passione la ammiro e la amo.»
Lo stupore di Elizabeth passò ogni limite. Stralunò, arrossì, rimase dubitosa e tacque. Questo contegno fu preso per un sufficiente incoraggiamento e fu senz’altro seguito dalla dichiarazione di quello che egli provava e aveva provato per molto tempo per lei. (pag.200)
Le nostre riflessioni
La lettura di questo romanzo è stata per tutte noi piacevole e partecipata, ci ha presentato infatti uno spaccato della società inglese della fine del ‘700 in modo definito e inequivocabile (quasi storico), ricorrendo alla cifra stilistica dell’ironia e talvolta dell’umorismo.
Il nostro interesse, però, più che alla vicenda (di cui intuivamo l’esito) si è rivolto soprattutto verso le figure femminili che sono emerse in modo preponderante nel testo, rappresentando emblematicamente le donne dell’epoca di Jane Austen, condizionate dalle regole sociali e familiari in un mondo in cui il ceto e la differenza di classe sono valori riconosciuti che non si possono ignorare. Nel romanzo, tuttavia, sono presenti donne dal diverso carattere e comportamento, alcune delle quali sembrano preludere a figure di donne moderne.
Elizabeth per esempio, orgogliosa, sensibile, educata ma anche talora anticonformista (non esita per esempio ad attraversare a piedi la campagna sporcandosi di fango per andare a soccorrere la sorella) non si sottrae a confronti verbali con Darcy, che si atteggia ad essere superiore per la sua elevata condizione sociale, e rifiuta la sua proposta di matrimonio ferita nell’orgoglio, ma anche condizionata dal pregiudizio. In essa possiamo riconoscere la personalità e la visione storica di Jane Austen che nel matrimonio tra Darcy ed Elizabeth vuole rappresentare l’unione tra la borghesia e l’aristocrazia.
Un’altra figura femminile che ci ha colpito è Jane: buona e bella ragazza, dignitosa e poco combattiva, nasconde e protegge i suoi sentimenti a rischio di non essere capita; abbiamo sofferto con lei ma alla fine anch’essa troverà il giusto riconoscimento.
Le altre figure femminili per la maggior parte rappresentano le donne dell’epoca, frivole e limitate dalla condizione sociale o superbe ed altezzose per la loro posizione di potere.
Altro personaggio tipico femminile è la signora Bennet: poco intelligente, crea sempre grande imbarazzo nelle figlie maggiori per i suoi atteggiamenti inopportuni da cui traspare sempre l’intento di trovare un buon marito per le figlie.
Le due sorelle minori sono il risultato dell’educazione ricevuta dai poco responsabili genitori e sono motivo di preoccupazione per Elizabeth a causa della loro civetteria e superficialità di cui Lydia darà prova con la sua fuga con Wickham.
Abbiamo fatto anche le nostre osservazioni sui personaggi maschili che non emergono per positività. Il signor Bennet ha un carattere debole e vuole soprattutto essere lasciato in pace e per questo cede spesso alla volontà della moglie. Bingley è un bravo giovane ma facilmente influenzabile. Il personaggio di Darcy è parso meno semplice, con il procedere della lettura, infatti, ne è emersa una figura indubbiamente orgogliosa e forte della sua posizione sociale, ma anche generosa, giusta, onesta e sincera.
Infine Jane Austen, nel tratteggiare le figure di Collins e Wickham fa un’operazione di critica feroce alla società del suo tempo, dove trovano spazio sciocchi e opportunisti adulatori, ma anche disonesti e parassiti truffatori. La scrittura così lontana dai nostri tempi è comunque risultata piacevole e divertente, abbiamo apprezzato molto l’utilizzo da parte dell’autrice dei lunghi dialoghi e degli scambi epistolari in cui si svolgono ragionamenti che definiscono e descrivono il carattere e i sentimenti di ogni personaggio. A completare il quadro di quel periodo storico l’autrice inserisce un’altra protagonista: la natura, presentandoci boschi, giardini e tenute.
Il libro, denso di argomenti e spunti di riflessione, ha portato a ragionare principalmente sulle difficoltà e sofferenze delle donne di all’ora e di quelle di oggi, sul percorso evolutivo della donna nella società e sull’affermazione delle scrittrici.
Lo consigliamo a...
A chi ama approfondire la condizione sociale delle donne nelle varie epoche storiche.
Le parole chiave del libro
Famiglia
matrimonio
classe sociale
nobiltà
rendita
