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Brucia l'origine

Brucia l’origine

Autore Daniele Mencarelli

Casa editrice Mondadori, 2024

Pagine 192

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Coop Firenze Sud-Ovest

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Gabriele, originario del quartiere Tuscolano a Roma, torna a casa dalla famiglia dopo un lungo periodo di lavoro a Milano. Grazie al suo ingegno e al talento è riuscito a diventare uno dei designer piu’ influenti del momento, notato anche dall’architetto Franco Zardi che è diventato il suo principale sostenitore. La sua vita, frenetica, ricca e vivace, è diversa anni luce da quella dei suoi amici rimasti a Roma, dove una situazione immobile non ha permesso loro di crescere e di evolversi e li ha lasciati in una situazione di precarietà.

La dolcezza dei rapporti affettuosi sia con i suoi familiari che con gli amici lo ripaga del profondo contrasto nel quale si ritrova tornando nella città che lo ha cresciuto, ma la confusione sulla sua identità diventa un aspetto così doloroso da non sapere piu’ chi veramente sia.

L’amore con Camilla, figlia di quel Franco Zardi che lo ha sostenuto e fatto conoscere, lo ripaga dell’assenza dei rapporti di amicizia sinceri e profondi che ha lasciato a Roma. I due mondi nei quali si trova a vivere, sono però due mondi separati, nei quali non c’è possibilità di osmosi.

Nell’universo romano, dove si continua a parlare il dialetto, i personaggi di Marcello, Cristiano, Vanessa, della sorella, della madre, sembrano non essersi mossi dalla situazione originaria, se non per il tempo che è purtroppo comunque passato per tutti.

Una festa indetta alla fine del suo periodo a Roma, lascia Gabriele in un limbo confuso, dove la sua identità di noto professionista risolto deve fare i conti con la realtà bruciante delle sue umili origini.

Le nostre riflessioni

Si parte dalle osservazioni sul finale di questo romanzo dialogico scritto per metà in dialetto romanesco: cosa succede a Gabriele che non torna a casa dopo la festa? Uno svenimento? una disgrazia? Un suicidio?

Di certo la madre non intuisce la crisi del figlio. Per lei Gabriele si è così tanto divertito che addirittura ha fatto mattina. Il finale invece lascia irrisolta la sua crisi, e sembra una scelta stilistica ben precisa. E poi il titolo: le origini che bruciano sono le origini umili, semplici, di cui Gabriele sembra vergognarsi, e così lontane dall’universo scintillante di successo in cui si è ritrovato negli ultimi anni a Milano.

A Roma avviene una rimpatriata, in cui al successo milanese di Gabriele si contrappone la realtà della sorella costretta a mentire perché a causa della concorrenza dei cinesi ha dovuto chiudere il salone da parrucchiera; o la virata a destra di chi prima credeva nella sinistra, ora così lontana dalla realtà delle persone semplici; o l’inerzia di chi vive della pensione della madre allettata, perché chi cura gli anziani e i malati senza soldi e senza risorse?

“Brucia l’origine” è un romanzo sociale e politico. Una sintesi perfetta della disuguaglianza, del privilegio e dell’oppressione. Un quadro chiaro di come la povertà genera rabbia e disincanto. E in questa dimensione sociale, si inserisce anche la dimensione interiore, la confusione dolorosa di chi è diviso fra i due mondi di Roma e di Milano.

L’apprezzamento del romanzo è stato controverso nel gruppo, qualcuno ha fatto fatica a causa dell’uso del dialetto, una scelta comunque molto azzeccata per dare colore e spessore al contesto del quartiere romano, altri hanno apprezzato la dimensione sociale e politica del testo, la semplicità dei racconti, le figure molto realistiche dei personaggi.

Mencarelli, scrittore dei disagio e delle crisi, ci ha donato uno spaccato significativo della nostra società, della caduta dei sogni e della difficoltà del vivere.