Trama
La vicenda si svolge a Seul e segue le vite di due personaggi segnati da una profonda fragilità fisica e psicologica. La donna di cui non conosciamo il nome ha perso improvvisamente l’uso della parola a causa di una serie di traumi personali, tra cui la morte della madre, un divorzio doloroso e la perdita dell’affidamento del figlio. Si iscrive a un corso di greco antico sperando che lo studio di una lingua “morta” e complessa possa aiutarla a ritrovare la propria voce, come già accaduto anni prima con il francese. durante le lezioni incontrerà un uomo, l’insegnante del corso di greco, il quale a sua volta sta progressivamente perdendo la vista a causa di una malattia ereditaria e vive sospeso tra i ricordi della sua giovinezza in Germania e l’imminente oscurità totale. I due protagonisti inizialmente si osservano a distanza: lei nota la sua vista vacillante, lui è attratto dal suo silenzio assoluto. Le loro solitudini finiscono per convergere in un incontro delicato, dove il greco antico — una lingua che non appartiene alla quotidianità — diventa il ponte per comunicare oltre i sensi e il dolore.
La citazione degna di nota
Arriva nel tratto caotico all’incrocio tra una strada a quattro corsie e una a otto. In lontananza , svettano palazzi con in cima giganteschi cartelloni digitali. Come sempre si ferma davanti alle strisce pedonali e alza gli occhi agli schermi.Facce ingrandite decine di volte, muovono labbra enormi che dicono cose non udibili. I caratteri microscopici dei sottotitoli scorrono in basso come grossi pesci boccheggianti. Le immagini dilatate delle notizie si avvicendano: cadaveri sulle barelle, manifestazioni di protesta, aerei in fiamme, donne che piangono.
Le nostre riflessioni
L ‘ora di greco è un libro che non si legge per la trama, ma per la sua atmosfera. Han Kang scrive con una delicatezza estrema. La protagonista cerca di recuperare la voce attraverso una lingua che nessuno parla più.
Il romanzo esplora come il trauma possa isolarsi dal mondo. Han Kang non cerca il dramma gridato; preferisce descrivere piccoli gesti, ombre e sensazioni tattili, si sofferma molto su sensazioni, polvere, luce e riflessioni filosofiche sulla grammatica greca, lasciando la trama quasi immobile. La sofferenza dei protagonisti è descritta talvolta in modo asettico e controllato tanto da impedire l’empatia. Pur essendo un libro breve , la narrazione procede per frammenti e flashback. Il libro si chiude in modo molto sfumato, lasciando al lettore il compito di dare un senso all’incontro tra i due. La scrittura non è facile, in molti punti non si capisce qual’è il personaggio che narra la sua storia, poiché si salta dalla prima alla terza persona, creando così un effetto disturbante per il lettore
Lo consigliamo a...
A chi ama i libri introspettivi che faccia riflettere su quanto sia difficile comunicare con gli altri quando ci sentiamo perduti.
