Mamme per sempre

Diario dalla quarantena di due mamme oltre le distanze

Una penna e tanto cuore. Non è stato il foglio bianco a fare paura, ma quel timore di non trovare il coraggio per posizionare sul foglio quelle parole, che raccontano il dolore e la strada lunga e in salita per riprendersi per mano la vita.

         “Il coraggio è quel filo che, all’inizio sembra sottile, ma non si spezza e si lega forte ogni giorno”.  E’ quanto si scrivono due mamme in tempo di quarantena nelle loro lettere. Si inviano delle missive per email, si scrivono con whatsapp per la prima volta, non conoscendosi, il giorno della festa della mamma, il 10 maggio 2020, su invito di un’amica comune.

    Giovanna Carboni e Camilla Tommasi di Cerreto Guidi, in provincia di Firenze e di Montemerlo, a pochi chilometri da Vò, in provincia di Padova sono due madri che hanno perso i loro “angeli”, i figli Mauro e Niccolò. Condividono un dolore senza fine, scavano dentro di loro, fanno riaffiorare il coraggio e provano a donarlo ad altre madri.

    Le loro lettere sono state raccolta nel libro “Il filo sottile del coraggio “- Diario dalla quarantena di due mamme oltre le distanze (Maria Pacini Fazzi Editore), curato dalla giornalista fiorentina, Gaia Simonetti, che ha fatto da “tramite” tra le due mamme. Le ha invitate a scriversi e a “conoscersi” attraverso la scrittura.

Cara Camilla,
sono Giovanna e vivo a Cerreto Guidi, in provincia di Firenze. Non ci conosciamo, ma ti parlo di me. Ti scrivo del mio dolore, quello che tu conosci”. E’ l’incipit della prima lettera, che tende la mano ad un’altra mamma. L’inchiostro cancella le distanze, annulla gli oltre 250 chilometri che le dividono, le unisce.

E’ un “manuale” sulla vita. Scrivono di come hanno ripreso a vivere e della bellezza di guardare con nuovi occhi le piccole cose.

Si raccontano della torta di mele appena sfornata, della poesia imparata a memoria dal nipotino, dei preparativi per il matrimonio della figlia che si sono fermati a causa dell’emergenza socio-sanitaria dettata dal Covid-19, delle videochiamate con i familiari e del telefonino che fa i capricci.

Si promettono un dono come un abbraccio. Un abbraccio che riusciranno a darsi nel silenzio della campagna con il cuore che fa rumore e si fa sentire.

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