Nei? Niente paura

Nell’infanzia i casi gravi sono rarissimi. I consigli del dermatologo Cesare Filippeschi, specialista Ospedale pediatrico Meyer di Firenze

Ospedale pediatrico Meyer
Ospedale pediatrico Meyer
Consigli di salute e alimentazione nell'infanzia in collaborazione con i medici del Meyer di Firenze.

Suscitano molta apprensione nei genitori, ma in realtà i nevi (o nei) dei bambini sono innocui nella grandissima maggioranza dei casi e non hanno bisogno di cure particolari. La parola al dermatologo Cesare Filippeschi, specialista dell’Ospedale Meyer di Firenze.

Cosa sono i nevi? Quando “spuntano” nei bambini?

I nevi (più comunemente chiamati “nei”) sono delle lesioni pigmentate della cute e si distinguono in congeniti (presenti alla nascita) e acquisiti (che si presentano durante il corso della vita). Niente paura: il fatto che a un bambino compaiano nevi di nuova formazione in numero più o meno cospicuo, in base alle proprie caratteristiche genetiche e al fototipo della pelle, è un evento fisiologico che non desta particolare apprensione e la patologia grave legata a queste formazioni in età pediatrica è molto rara.

Quali sono i nevi “sorvegliati speciali” anche nei bambini?

Essenzialmente due. Il primo è un caso molto eclatante e facilmente individuabile: quando un bambino presenta un nevo congenito gigante con un diametro che può raggiungere anche i 20 cm. Questa lesione deve essere seguita con accuratezza dallo specialista dermatologo anche in età pediatrica. La seconda situazione è quando si forma nel bambino un nevo nuovo a rapida crescita (2/3 mesi) con caratteristiche cliniche completamente differenti da tutti gli altri nevi presenti. In particolare si può presentare intensamente pigmentato di un colore nero o senza pigmento e quindi di colore rossastro.

In ogni caso il genitore, anche senza competenze mediche specifiche, deve considerarlo un “brutto anatroccolo”, cioè una lesione nuova, a rapida crescita e che attira l’attenzione. Va fatta valutare allo specialista per stabilire la cadenza dei controlli o l’eventuale escissione chirurgica a scopo preventivo, ma per fortuna, anche se clinicamente anomala, nella maggior parte dei bambini la lesione non è aggressiva.

Quando la prima visita specialistica?

In assenza di un “brutto anatroccolo” o di un nevo congenito di notevoli dimensioni, la prima valutazione di routine sui nevi in età pediatrica può essere effettuata intorno ai 10 anni. Quando viene fatta la visita, si usa uno strumento, il dermatoscopio, che con una tecnica chiamata epiluminescenza permette di analizzare in modo più accurato le caratteristiche morfologiche della lesione. Nel caso può essere eseguita una foto della stessa epiluminescenza per una valutazione a distanza di tempo.

I nevi dei bambini hanno bisogno di cure speciali?

No, devono essere trattati come qualsiasi altra parte del corpo. Spesso al mare si vedono genitori inseguire il bambino per applicare la protezione solare sul singolo nevo, per proteggerlo dal danno solare: in realtà la protezione solare deve essere messa su tutto il corpo senza distinzione, venti minuti prima dell’esposizione, possibilmente a casa, e ogni due ore va applicata, ovunque, di nuovo, anche se il bambino non ha fatto il bagno ed è rimasto sotto l’ombrellone.

Un altro elemento che desta spesso apprensione nei genitori è un eventuale trauma del nevo o la sua rottura: in realtà il nevo è una parte del corpo come le altre e un’eventuale escoriazione e taglio non ne comporta una trasformazione in senso tumorale. Andrà semplicemente medicato come una qualsiasi ferita presente in altre parti del corpo.

Pillole

  • Niente mappa dei nei: la visita si fa con dermatoscopio ed epiluminescenza;
  • Al sole si trattano come il resto del corpo: tanta crema e spesso;
  • La prima visita specialistica? Intorno ai 10 anni, salvo casi speciali.

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